Nepi, Bolsena e Farnese: ecco la Tuscia Viterbese più gustosa, misteriosa ed… effervescente

-Renato Malaman

Itinerario fra borghi che si ergono su rupi di tufo e raccontano di fantasmi, come quello inquieto di Lucrezia Borgia; di favole, come quella di Pinocchio (vi fu girato il film di Comencini); e di lontani miracoli eucaristici. Siamo nei territori del Pecorino Romano DOP, dell’acqua minerale più famosa del Centro Italia, del delizioso olio Canino, della cipolla bianca e dell’aglio di Proceno. Terra di tombe etrusche e catacombe romane, di nobili palazzi e paesaggi rupestri, che si specchia sulle rive del lago vulcanico più grande d’Europa

Nepi, la sua vivace acqua, le misteriose catacombe, le sepolture etrusche, il fantasma di Lucrezia Borgia,… Presenza silenziosa quest’ultima, che si coglie tra i ruderi della rocca, che tanto ricorda il mito letterario del castello romantico. Dicono che il fantasma di Lucrezia, figlia illegittima di Papa Alessandro VI, si agiti ancora fra queste arcigne mura, lei anima dannata, trafitta da amori tormentati e tragici. Intorno alla torre nelle sere di primavera danzano le rondini, che invitano liete a guardare anche più in là. Al panorama straordinario di Nepi, borgo che sorge su un cuneo di tufo che sembra la prua affilata di una nave. Poi in volo arrivano i corvi a ricordare anche le vicende drammatiche, le cupe lotte di potere, gli affanni che ebbero come sfondo questa rocca che rimane affascinante e magnetica anche dopo essere stata orrendamente saccheggiata nell’800 per strapparle pietre e ornamenti. Dalla sommità della torre si ammira il più bel panorama sul borgo e sui valloni che lo abbracciano. Lo sguardo arriva fino al monte Soratte, famoso per il grande rifugio – bunker segreto fatto costruire da Mussolini alla fine degli anni ’30. Una rete di cunicoli in cemento armato giunta intatta ai giorni nostri.

A Nepi le antiche sorgenti dei Gracchi oggi alimentano un’economia

Anche l’acqua è un’entità onnipresente a Nepi, metaforica ma anche fisica. Perché è il vero tesoro di questo borgo della Tuscia laziale da secoli. Sgorga da due forre aperte sull’alto zoccolo di tufo dove poggia anche il paese, il suo scorrere all’interno di una sorta di canyon naturali è la voce stessa della natura qui. Oggi quest’acqua dalle apprezzate virtù è l’attività economica portante di Nepi, è il simbolo stesso del paese. Imbottigliata, raggiunge oggi ogni parte d’Italia.

E in tema di acque, colpisce per la sua audacia architettonica l’antico acquedotto farnesiano, fatto costruire nel 1702 su progetto dell’architetto Filippo Barigioni. Un’opera imponente, fatta di grandi arcate, che sembrano fare da contrafforte al borgo antico. Nel cui cuore sono custoditi altri tesori, come il duomo di Santa Maria Assunta, che della prima costruzione romanica conserva il portico a tre archi e la vasta cripta, ricca di simboli legati a una devozione antica. Nella elegante piazza si erge il palazzo comunale, fatto edificare da Antonio da Sangallo il Giovane nel XVI secolo.

Visitare il Museo civico di Nepi significa salire su una macchina del tempo, perché si alza il sipario sulle necropoli della città etrusca, Nepet, ricchissime di preziose testimonianze sulla vita in quell’epoca. Recenti campagne di scavo hanno portato alla luce altre tombe e altri preziosi corredi funerari.

E verso l’altrove porta anche la visita della catacombe romane di Santa Savinilla. Un’alveare di tombe scavate sul tufo in epoca tardo imperiale, negli ultimi anni della persecuzione contro i cristiani. Si affacciano su un reticolo di gallerie che confluiscono nell’abside della settecentesca chiesa di San Tolomeo.

“Nepi – dice Paolo Paoletti, consigliere comunale con delega al turismo – riflette la sua storia anche nelle tante nobili facciate dei palazzi antichi, coem Palazzo Celsi, un patrimonio da salvaguardare e valorizzare”. Un’opera di tutela che è già iniziata creando nelle vecchie case restaurate di fresco un capillare e pittoresco albergo diffuso.

“Ma Nepi – aggiunge il presidente della Pro Loco Fabio Pifferi - trova ha una ricchezza che non t’aspetti anche nella sua parte ambientale. Molti i percorsi naturalistici, tra cascate e “cammini”, come la famosa Via Francigena e, appunto, la Via Amerina, antica strada romana nota anche come il Cammino della luce”.

Nepi è nota anche per le sue tante eccellenze gastronomiche. Lo sanno bene quelli della Pro Loco che, più volte durante l’anno, organizzano feste dedicate a questi prodotti, vanto del territorio. Si va dal Pecorino Romano Dop, esportato in particolare negli Stati Uniti, alla già citata acqua di Nepi, effervescente naturale fin dalla sorgente (oggi di proprietà della San Benedetto, che ne ha fatto uno dei puoi prodotti “premium”; ai salumi tipici, come il salame cotto, alla cipolla bianca. Sono numerose le aziende che lavorano i frutti della terra e gli allevamenti secondo disciplinari precisi e tramandati negli anni. Una rete di imprese che dà vita al Biodistretto della Via Amerina e delle forre coinvolgendo altri 12 Comuni della zona, con l’appoggio delle istituzioni della provincia di Viterbo. All’azienda agricola biologica Sansoni, accanto alle produzione che rispettano i principi della sostenibilità, hanno aperto le porte anche all’ospitalità agrituristica. Un bel modo per valorizzare e far vivere con esperienze nuove un ambiente impreziosito da paesaggi rurali, rupestri e collinari di particolare bellezza.

"Qui il turismo ha molte pagine ancora da scrivere - dice Maria Rita Parroccini, giornalista e mentore di questo territorio straordinario - La Tuscia Viterbese è angolo di Italia minore da scoprire a passo lento, con la voglia di approfondirne la cultura, la storia e i sapori tradizionali".

 

Bolsena deve la sua fama a un prete pellegrino boemo che lungo la via Francigena…

In un’ideale percorso alla scoperta della Tuscia è d’obbligo la trappa a Bolsena, con suo lago vulcanico e il suo borgo medievale… Bolsena meta importante del turismo religioso per via del “miracolo” che ha dato origine alla festa del Corpus Domini. Un miracolo che da olltre 700 anni muove un grande flusso di pellegrini.

Bolsena è un comune viterbese di circa 3.600 abitanti situato nel cuore della Tuscia Viterbese. È celebre per dare il nome all'omonimo lago, il bacino vulcanico più grande d'Europa, e per essere la città del Miracolo Eucaristico avvenuto nel 1263. Il protagonista fu Pietro da Praga, un sacerdote boemo tormentato da profondi dubbi sulla reale presenza di Cristo nell'Eucaristia. Per cercare risposte, intraprese un pellegrinaggio verso Roma lungo la Via Francigena. Durante una sosta a Bolsena, mentre celebrava la messa nella Basilica di Santa Cristina, al momento della consacrazione l'ostia iniziò a sanguinare copiosamente. Il sangue bagnò il corporale (il lino liturgico) e le pietre dell'altare, confermando visivamente la transustanziazione. Papa Urbano IV, che si trovava nella vicina Orvieto, riconobbe il miracolo e nel 1264 estese la solennità del Corpus Domini a tutta la Chiesa universale.

Oggi proprio per la festa del Corpus Domini (quest’anno in programma domenica 7 giugno) Bolsena ospita la manifestazione dell’Infiorata… Il centro storico sarà coperto di petali, fino a formare un artistico tappeto, su cui passerà la processione. Un evento che coinvolge tutta la comunità e anche molti pellegrini e turisti che arriveranno da fuori.

Nel panorama urbano di Bolsena spicca la Basilica di Santa Cristina: custode delle Sacre Pietre macchiate dal sangue del miracolo e delle catacombe omonime. Nello skyline del borgo svetta anche la Rocca Monaldeschi della Cervara: castello che domina l’abitato e ospita il Museo Territoriale del Lago di Bolsena, con un acquario didattico. Palazzo del Drago è una storica dimora rinascimentale che offre scorci panoramici sullo specchio lacustre. Volsinii Novi è invece l’area archeologica con i resti dell'antica città romana.

Il Poderaccio, un agri - villaggio di casali recuperati tra il verde e con vista lago

Nello straordinario territorio del lago di Bolsena e della Tuscia, al confine con la Toscana e l’Umbria, al centro di un’azienda agricola biologica di quasi 20 ettari lungo il tratto della via Francigena, si trova l’Agri-Relais Il Poderaccio. Che prende il nome dalla località rurale immersa nell’agro di Bolsena, tra prati fioriti e coltivazioni di fave.

Con i suoi 14 tra appartamenti e casali indipendenti (con tanto di cucina) assomiglia a un piccolo borgo che si sviluppa intorno alla maestosa casa di campagna di fine Ottocento. Maestosa, eppur semplice. Stefano Emili e la sua famiglia hanno avuto il merito di recuperare questo piccolo paradiso rurale e farne anche un crocevia dei tanti percorsi, anche ciclabili, che lambiscono il lago.

Farnese, il burattino di Carlo Collodi saltella ancora fra i vicoli... e sul set

L’ultima tappa alla scoperta della Tuscia Viterbese, seguendo a distanza la rotta della via Cassia, ci riporta all’infanzia. E ci porta al bellissimo borgo di Farnese, che sorge anch’eso su uno sperone di tufo. Chi non ricorda il film “Le avventure di Pinocchio”? Uno sceneggiato prodotto dalla Rai nel 1972, con la regia di Luigi Comencini; opera che riscosse così tanto successo da arrivare ben oltre i confini nazionali. Protagonisti il piccolo Andrea Balestri nei panni del burattino creato da Carlo Collodi, Nino Manfredi, nel ruolo di Geppetto, Gina Lollobrigida nelle vesti dalla Fatina, Franco e Ciccio in una memorabile interpretazione del Gatto e la Volpe.

Ebbene, il film venne girato in larga parte a Farnese, paesino di appena mille abitanti, tanto che oggi il borgo punta a farsi conoscere proprio in virtù di questa eredità cinematografica. Grazie all'attiva opera di Giorgia Gabriele e dell'associazione "Il borgo di Pinocchio", che sfornano progetti in continuazione. A ricordare Pinocchio sono gli angoli dove Comencini ha girato le varie scene, scegliendo gli sfondi giusti per la scuola, il carcere, la casa di Geppeto… Poi sono stati allestiti una mostra permanente e un percorso dedicati al celebre burattino. Libri, oggetti, memorabilia, video. Tanti sono frutto di donazioni, come quella di recente arrivata da Rimini. "Servirebbe più spazio per esporre tutto - dice Giorgia Gabriele - ma noi teniamo duro e crediamo che questo patrimonio documentale prima o poi avrà adeguata valorizzazione".

 “Il borgo di Pinocchio” è invece una originale passeggiata: lungo la via dove vennero girate alcune scene del film numerosi artisti hanno decorato i portoni e le pareti delle case, mentre la bottega di Geppetto è stata ricostruita, offrendo anche lo spazio per "parcheggiare" il carro utilizzato per raggiungere il Paese dei Balocchi.

Farnese è bello di per sé: è un piccolo borgo medievale sospeso su un roccione di tufo, non lontano dal lago di Bolsena e dalla Tuscia Toscana. Il grande contrafforte che sostiene la rupe, le case in pietra, i boschi incontaminati tutt’intorno ne fanno un luogo da incanto. Dove il turismo è entrato in punta di piedi, per non turbare la quiete di chi questo borgo lo vive e lo preserva gelosamente. La piccola comunità locale è molto coesa, fra gli abitanti non è raro incontrare chi il film lo ha vissuto da dentro, collaborando con la produzione se non addirittura da comparsa sulla scena. E non è una bugia, come quelle che raccontava Pinocchio… Tutto vero, tutto autentico.

Anche a tavola a Farnese è tutto autentico, tra formaggi tipici, stagionati e a pasta molle, porchetta preparata secondo un metodo tradizionale e bruschette di pane buono intrise nel delicato olio Evo Canino Dop e poi aromatizzate grattandoci sopra l’aglio rosso di Proceno…

Tuscia Viterbese tutta da gustare, dunque… Curva dopo curva, prodotto dopo prodotto, in un viaggio sorprendente e invitante, dove il tempo ha lasciato tante tracce "buone" e dove la tradizione è una via maestra che non porta mai fuori rotta. Lo avevano capito già i romani, ma nel corso dei secoli nessuno ha mai messo in dubbio questa verità. Una bussola di sapori dall'anima antica che continua a indicare i valori da seguire...

Renato Malaman
Vicedirettore

Collabora con Rai Radio Uno, come esperto di turismo nella trasmissione "Tra poco in edicola", e con il "Corriere del Ticino". Cura il blog "Salsa & Merende" nel quot ...