È stato presentato oggi a Vinitaly 2026, presso lo stand della Regione Toscana a “Casa Toscana”, un passaggio definito “storico” per il Consorzio Vino Toscana: la modifica del disciplinare che introduce la nuova denominazione unica “Toscana IGT” e apre ufficialmente alla produzione di vini spumanti. Con una produzione media di circa 90 milioni di bottiglie, “Toscana IGT” – che copre l’intero territorio regionale –rafforza la propria identità e il proprio posizionamento sui mercati, interpretando l’evoluzione dei consumi e le nuove esigenze del settore.
“Il mio nome è Toscana” è il messaggio che accompagna questo cambiamento e ne sintetizza il valore: una denominazione che supera il tecnicismo per diventare espressione piena del territorio, della sua storia e del suo patrimonio ambientale, artistico e culturale. La modifica del disciplinare rappresenta un passaggio strategico capace di generare valore economico e sviluppo sociale, rafforzando il ruolo del vino come ambasciatore del lifestyle toscano nel mondo. Un successo importante che rende il vino “Toscana IGT” protagonista di un forte e chiaro messaggio identitario.
Alla presentazione sono intervenuti Stefania Saccardi, Presidente del Consiglio regionale della Toscana, Cesare Cecchi, Presidente del Consorzio Vino Toscana e Stefano Campatelli, Direttore del Consorzio Vino Toscana.
Il nuovo disciplinare prevede: • l’adozione della denominazione unica “Toscana” (in sostituzione di “Toscano o Toscana”) • la conferma delle tipologie già esistenti: o Bianco, Rosato, Rosso o Frizzante (Bianco, Rosato, Rosso) o Passito e Vendemmia Tardiva • l’introduzione della tipologia spumante, sia Metodo Charmat che Metodo Classico
Una scelta che punta a migliorare la riconoscibilità del prodotto e a rafforzarne il posizionamento sui mercati internazionali.
“Toscana IGT”: i numeri: • Produzione media (ultimi 5 anni): 91 milioni di bottiglie • Valore complessivo: oltre 458 milioni di euro • Export: 69% (62,8 milioni di bottiglie) • Mercato Italia: 31% (28,2 milioni di bottiglie) Mercati principali: • Europa: 46% • Stati Uniti: 33% • Asia: 6%
Il contesto regionale Con 58 Denominazioni di Origine, la Toscana rappresenta circa l’11% delle DO italiane (fonte Federdoc) e si colloca al secondo posto dopo il Piemonte. All’interno della regione, la “Toscana IGT” è la prima denominazione per volumi di imbottigliamento, con una quota del 36,27%.
Nella foto: Stefano Campatelli, Stefania Saccardi e Cesare Cecchi
Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali ...
