Fumane - Dove il Vino è una scelta di libertà

-Claudio Gasparini

Il Viaggio di Giovanni Dindo verso l’Eleganza

Una visita speciale con un’esperienza degustativa straordinaria

Presentata una nuova etichetta da scoprire al Vinitaly

Ci sono storie che iniziano con un atto di ribellione. Non una rivolta rumorosa, ma una silenziosa trasformazione fatta di terra, fatica e una visione ostinata. Quella della cantina Dindo è la storia di Giovanni, un uomo nato e cresciuto tra i vigneti, che nel 2011 ha deciso di smettere di essere solo un "oste" per dare un nome e un volto alla propria idea di vino.

Storia del Brand Giovanni Dindo - Un racconto di passione e tradizione

Giovanni Dindo rappresenta la terza generazione di una famiglia dedita alla produzione di vino di qualità nel cuore della Valpolicella Classica, sul Monte Sant’Urbano a Fumane. La sua storia è radicata nella tradizione e nella passione, trasmessa dal nonno, che nel 1948 acquistò sei ettari di terreno, all’epoca non vitati, insieme ad un edificio risalente al 1800, un antico convento che ancora oggi rappresenta un simbolo identitario dell’azienda.

Nonno Giovanni – Un pioniere della Valpolicella Classica

Negli inizi del 1900, il nonno di Giovanni iniziò a coltivare le viti nelle colline della Valpolicella, una zona famosa per la produzione di vini robusti e ricchi di carattere. Il suo approccio meticoloso e la sua dedizione alla qualità hanno portato alla creazione di vini che rispecchiano perfettamente il terroir della regione. Nel 1948, i suoi sforzi furono riconosciuti a livello nazionale, confermando il suo ruolo di pioniere nella produzione di Amarone DOCG Classico.

Negli anni successivi la guida dell’azienda passò ad Adriano che ampliò la superficie vitata a 10 ettari rafforzando la vocazione produttiva pur mantenendo il focus principale sul vino sfuso.

Giovanni: l’Infanzia tra le Vigne e le Cantine

Giovanni trascorse la sua infanzia immerso nel mondo della viticoltura, accompagnando il nonno nelle vigne durante le lunghe giornate di vendemmia. La sera, seguiva la famiglia nel fruttaio, dove si selezionavano i grappoli migliori, addormentandosi spesso cullato dal profumo dell’uva in fermentazione. Queste esperienze hanno instillato in Giovanni una profonda passione e un senso di appartenenza alla terra e al lavoro della sua famiglia.

La svolta arriva nel 2011 quando Giovanni, figlio di Adriano, decide di intraprendere un nuovo percorso.

Continuità e innovazione

Oggi, Giovanni conduce l’azienda vinicola con la stessa passione del nonno, mantenendo vive le tradizioni ma integrando anche tecniche moderne per migliorare ulteriormente la qualità dei suoi vini. La sua guida è permeata dai ricordi e dai consigli del nonno, creando un legame indissolubile tra passato e presente. La produzione dell’Amarone DOCG Classico della Valpolicella continua a essere il fiore all’occhiello della cantina, rispecchiando la ricca storia e l’eccellenza vinicola della regione.

Una rivoluzione tra i filari: meno quantità, più qualità

Per cambiare il destino di una bottiglia, bisogna prima cambiare il destino della pianta. Il passaggio cruciale è stato drastico: abbandonare la logica della quantità. Una volta, i vigneti producevano fino a 15 kg di uva per vite; oggi, attraverso nuovi impianti e diradamenti mirati, sono state dimezzate le rese puntando a soli 5-6 kg per pianta.

Non è stato un percorso indolore. Immaginate gli scontri in famiglia: un padre abituato a vedere la vigna carica di frutti che osserva il figlio estirpare filari sani per piantare nuovi cloni. Una sfida economica e personale che oggi, però, trova la sua ricompensa in ogni calice.

La Filosofia: L’eleganza è trasparente

Il segreto risiede nella maturazione polifenolica perfetta. “Non ci interessa il "vino nero" o i colori impenetrabili dettati dalle mode del mercato – evidenzia Giovanni -. Per noi, l'uva è pronta solo quando:

  • La polpa è bianca e trasparente, non verde.
  • Il seme (vinacciolo) è marrone scuro, segno che i tannini sono maturi e vellutati.

Questa attenzione estrema evita i sentori erbacei e l’ossidazione precoce, regalando un vino che sa di frutta matura e che possiede un’eleganza tale da invitare sempre a un secondo sorso. In cantina, la tecnologia dei follatori pneumatici ci permette di accarezzare le bucce, estraendo solo il cuore nobile del vitigno”.

Una gamma da scoprire: Dalla tradizione all’esperimento

La produzione è un dialogo costante tra passato e innovazione, suddivisa in otto etichette che raccontano la Valpolicella in ogni sua sfumatura:

  • I Grandi Classici: Valpolicella Classico, Superiore, Ripasso, Amarone e Recioto.
  • Linea Barisol (IGT): Prende il nome dal barisol, la piccola biga usata un tempo dai buoi per trainare l’aratro. È la linea più conviviale, vini da bere ogni giorno con gioia.
  • I "Bianchi di Nera": Una sfida vinta. Non avendo uve a bacca bianca, in azienda si vinificano Corvina e Rondinella "in bianco", ottenendo vini strutturati e profondi.

Un ecosistema di Sapori

  • Vigneti e Produzione: L'azienda gestisce circa 14 ettari (10 di proprietà e il resto in affitto). A causa dei vincoli regionali e del Consorzio, non è attualmente possibile espandere ulteriormente la superficie vitata.
  • Diversificazione (Olio e Confetture): Oltre al vino, producono circa 1.000 bottiglie di olio l'anno (prevalentemente varietà Leccino e "Toscano") e confetture. Queste ultime sono gestite dalla moglie di Giovanni, Sara, la cui famiglia ha un'azienda in Lessinia specializzata in fragole e frutti di bosco.
  • Particolarità Tecnica: Producono vini bianchi e rosati (sia fermi che spumantizzati) partendo da uve a bacca nera (Corvina e Rondinella), ottenendo così dei "Blanc de Noirs" strutturati pur non avendo vitigni a bacca bianca.

Tabella dei Prodotti dell'Azienda

Categoria

Tipologia / Etichetta

Note

Vini Classici

Valpolicella Classico, Superiore, Ripasso, Amarone, Recioto

Vini della tradizione DOC/DOCG.

Linea IGT (Barisol)

Rosso, Bianco (fermo/spumante), Rosato (fermo/spumante)

Linea più fresca; il rosso include un 10% di Croatina.

Olio EVO

Blend di Leccino e Toscano

Elegante e corposo, produzione limitata.

Confetture

Fragole e frutti di bosco

Prodotti in Lessinia (zona Camposilvano).

Miele

Millefiori

Prodotto internamente grazie alle proprie api.

Dopo il racconto appassionato di Giovanni in cantina il momento conviviale con una sorpresa tutta da scoprire al prossimo appuntamento con il Vinitaly dal 12 al 15 aprile a Veronafiere.

Un tripudio di gusto e sapori tra cibo e vino.

Il percorso enologico ha accompagnato un food pairing preparato dallo chef Fabio Cordella: sgombro appena scottato, pearà e rapa rossa; risotto allo zafferano della Lessinia e Monte Veronese; Guancia di manzo fondente e sedano di Verona; sbrisolona e grappa.

Perfetti gli abbinamenti con i tre vini che hanno arricchito l’esperienza sensoriale: Brut Rosato Spumante, 100 per cento Molinara - Brusol Bianco Veronese, 50% Rondinella, 50% Corvina – Valpolicella Classico Superiore DOC, Corvina Veronese 50%, Rondinella 25%, Corvinone 25%.

La sorpresa è arrivata alla fine quando è stato servito un vino alla cieca, senza rivelare l’identità e privo di etichetta, che ha catturato l’interesse degli ospiti alla vista, all’olfatto e al gusto. L’etichetta sarà svelata solo in occasione del Vinitaly.

Appuntamento alla fiera internazionale del vino al padiglione 8 stand L2, azienda vitivinicola Giovanni Dindo.

Claudio Gasparini
Vicedirettore

Giornalista, iscritto all'O.d.G. Veneto dal 1988, collaboro anche con altre testate giornalistiche cartacee, on-line e radiofoniche. Coautore del libro "Eccomi... una storia d'amore con D ...