Ferrazzuoli, cuori spezzati e visioni: "Baccofurore" vola alto sulla Costiera
Lo storico locale di Furore di proprietà della famiglia Ferraioli, fondato nel 1930 e oggi Hostaria e Albergo Dipinto, dedica il piatto del Buon Ricordo a uno scatto di gelosia di Anna Magnani verso Roberto Rossellini, dopo le riprese di un film. Qui l’arte trasmette ancora il "respiro" di Raffaele, il sindaco – poeta che ha reso il borgo un luogo d'arte, di cultura e di ospitalità. La moglie Erminia fa rivivere ogni giorno la tradizione attraverso i suoi piatti

Per sfogare la sua rabbia lanciò un piatto di pasta contro il suo amato… Quella sceneggiata fece scandalo e l’eco superò i confini della Costiera. I rotocalchi ne parlarono a lungo. Era la prova che l’amore fra Anna Magnani (nella foto sotto) e il regista Roberto Rossellini era spezzato, ferito, finito… Il fatto accadde durante le riprese de “Il miracolo”, secondo episodio del film “L’amore”, in cui la Divina interpretava la popolare “Nannarella”. Correva l’anno 1947. Dopo le riprese l’attrice e il regista, a bordo di un’Isotta Fraschini, salivano a Furore per cenare insieme. A volte anche insieme a Federico Fellini, che collaborava alla sceneggiatura del film. In realtà nella vita di Roberto Rossellini stava già entrando Ingrid Bergman. E lei a un certo punto, viste le ripetute missive, se ne accorse e, presa da un raptus di gelosia, scatenò la sua rabbia rovesciandogli addosso un piatto di pasta fumante.

“Nannarella” rivive in un piatto intramontabile
Quel piatto stesso che oggi è diventato il simbolo del ristorante “Hostaria dal 1930”: i Ferrazzuoli alla Nannarella (una sorta di fusilli corti, fatti in casa e lavorati a mano, al ferretto), piatto del “Buon Ricordo” e orgoglio del ristorante di “Baccofurore”, che la famiglia Ferraioli gestisce dal 1930. Della serie che fra quattro anni si celebra il centenario! Ben quattro generazioni si sono avvicendate alla guida del locale, che è anche albergo di un certo livello. L’ultimo testimone è stato il passaggio nelle mani di Domenico Ferraioli, figlio di Raffaele, il sindaco-poeta di Furore (nella foto con la moglie Erminia), scomparso nel 2023, uomo che ha dato tantissimo allo sviluppo e alla cultura della Costiera Amalfitana.

Una produzione poetica e letteraria di rilievo quella di Raffaele Ferraioli, anche in termini di opere importanti e di tanta arte, come quella che ritroviamo nel “Muro dipinto”, le opere in plein air, realizzati sui muri di sostegno dei tornanti realizzate da artisti amici di Raffaele. Alcuni dei quali hanno ispirato anche le opere che oggi abbelliscono le camere del “Baccofurore”, così si chiama oggi il complesso di accoglienza turistica della famiglia Ferraioli, con ristorante del Buon Ricordo (La vecchia Hostaria dal 1930), oltre all’Albergo Dipinto e all’Albergo Diffuso: camere in loco “a rincorrersi” e “nascondersi” fra viste e pergolati e altre camere recuperate in paese, in un itinerario “a grappolo”, collegate da scalinate e vicoli. Mantenendo quella leggerezza di stile, che ricorda molto la sensibilità artistica di Raffaele Ferraioli.

Furore è uno dei più spettacolari borghi Costiera Amalfitana. A renderlo famoso è soprattutto il suo fiordo a mare, da cui è tradizione, per i tuffatori più esperti, spiccare il salto per tuffi memorabili. Ricco di vestigia antiche anche il borgo, su cui spiccano le cupole maiolicate delle chiese. A renderlo famoso è stata anche la cronoscalata automobilistica, di cui recentemente si è svolta un’edizione vintage con auto d’epoca.
Fra quattro anni si festeggia il centenario

Il locale, fondato nel 1930 da Raffaele Ferraioli , il nonno del sindaco-poeta, allora si chiamava "Trattoria Bellavista Bacco" (Hostaria da Bacco dal dopoguerra) e, senza timore di smentita, già a quei tempi era uno dei luoghi più iconici e frequentati della Costiera. Qui è passata tanta storia, ma proprio tanta. E non solo perché il ristorante di “Baccofurore” già allora era una sosta famosa per i clienti gourmet, ma anche per la sua azione pionieristica in ambito turistico e culturale.

Oggi tutto è cambiato in chiave decisamente contemporanea. “Baccofurore” ha aggiornato il suo stile, senza perdere di vista l’originalità del messaggio che intende lanciare. Anche attraverso l’arte.
Merito di Domenico, quarta generazione della famiglia, e della moglie Imma. Il loro progetto, impastato di sogni ma anche di concretezza, è di quelli che colpiscono molto. Prima i cinque figli, poi per la dinamica coppia questa importante sfida del rinnovamento di albergo e ristorante. Una rivoluzione. In tutto. A partire dal design scelto, che presenta tratti di spiccata originalità, senza mai tradire buon gusto e fantasia.

L'Hostaria del “Baccofurore” oggi continua ad essere un desco raffinato e semplice per i buongustai, ma anche un luogo di ospitalità con colori e viste capaci di lasciare il segno. In ogni camera c’è un’opera dipinta a tutta parete che ricorda la Costiera. C’è anche qualche ispirato verso scritto da papà… che amava la Costiera quasi come la sua stessa famiglia. Difficile descrivere le atmosfere, anche umane, di questo posto. Ogni dettaglio ha un senso, una storia da raccontare. Come i tantissimi piatti del “Buon Ricordo” appesi alle pareti…

In cucina, dove per tanti anni mamma Erminia ha irrobustito dato l’anima e molti buoni piatti, oggi ci sono dei bravi ragazzi campani. A partire dal cuoco Raffaele Afeltra (nella foto sopra), di Gragnano, il paese della pasta fatta a mano, che tra le proposte che tiene in menu ha pure quei ferrazzuoli che oggi chiama “alla Nannarella”, per ricordare Anna Magnani e il suo gesto di gelosia… I ragazzi in sala, Antonio e Giuseppe, che sono di qui, si sono formati anche attraverso esperienze in Australia e in Inghilterra. Perché questa è sempre stata terra di migrazione e di sacrificio. Ma anche di slancio. In sala c’è anche Giovanni, mentre Erminia ogni tanto non resiste alla tentazione di andare in cucina.
“Dopo la ristrutturazione – ricorda Domenico Ferraioli – avevamo tentato di cambiare qualcosa, di introdurre in menu del piatti nuovi. Però abbiamo subito capito che chi sceglieva l’Hostaria lo faceva per i piatti della tradizione, che da allora non sono stati più tolti dalle Vivande”.
Tra i primi piatti simbolo ci sono le linguine alla colatura di alici di Cetara secondo la ricetta di mamma Erminia, con trito di olive verdi e olive nere di Gasta, capperi, pinoli e noci di Sorrento e un’aggiunta di colatura a freddo, e i ’Ndunderi, gnocchi di ricotta tipici della Costiera, preparati rigorosamente a mano e conditi con calamari, pomodorini secchi e pesto al basilico. Un piatto che racconta la forza della cucina locale è la zuppa di pesce, servita in una grande pentola di rame: un trionfo di pezzogna, calamari, totani, crostacei e frutti di mare che cambia ogni giorno in base al pescato.
Raffaele Ferraioli ha fatto molto anche per la crescita enologica della Costiera. Era il cugino di Andrea Ferraioli, che con Marisa Cuomo, ha dato vita all’azienda che ha preso il nome di lei, “Marisa Cuomo”, proiettata verso la riscoperta del patrimonio enologico della Costiera. La prima tappa verso la nascita della DOC “Costa d’Amalfi”. La “Marisa Cuomo” è tutt’oggi un’azienda di riferimento, anche a livello nazionale. Altra curiosità: Marisa Cuomo è la sorella di Erminia. Parenti stretti, insomma. Oltreché dirimpettai.
A Furore c’è un Cuomo diventato famoso in America: Mario, a lungo governatore dello Stato di New York. C’è chi ricorda ancora una sua visita a Furore… chissà se l’augusto avrebbe potuto immaginare che la piccola e poverissima Furore dei suoi avi un giorno si sarebbe ritagliata un meritato raggio di celebrità?
Collabora con Rai Radio Uno, come esperto di turismo nella trasmissione "Tra poco in edicola", e con il "Corriere del Ticino". Cura il blog "Salsa & Merende" nel quot ...
