Se l'estate è la stagione dell'escursionismo, tra la fine di agosto e ottobre Courmayeur mette al centro un altro patrimonio del territorio: quello enogastronomico. In poche settimane si susseguono appuntamenti dedicati alle eccellenze locali, dal mercato di Lo Matsòn che richiama produttori da tutta la regione, fino alla riaccensione dei forni storici per la produzione del pane nero con l’arrivo dell’autunno. Un calendario che permette di conoscere la montagna non solo attraverso il paesaggio, ma anche attraverso le sue materie prime, le tecniche di lavorazione e le comunità che ne custodiscono tradizioni e segreti.
Lo Matsòn (in patois, “merenda”), in programma il 5 e 6 settembre, è uno degli appuntamenti più rappresentativi dedicati alla cultura enogastronomica valdostana, giunto alla 26a edizione. Nato per valorizzare le produzioni locali, negli anni è diventato un evento capace di mettere in dialogo agricoltura, gastronomia, design e ricerca, coinvolgendo produttori, aziende agricole, chef e artigiani del gusto.
L'edizione 2026 è dedicata alle botaniche alpine, ovvero erbe spontanee, fiori, bacche, radici, cortecce e piante officinali, ingredienti che da secoli fanno parte della cucina e della cultura alpina e che oggi sono sempre più presenti nella ricerca gastronomica contemporanea. Il tema verrà interpretato attraverso un'installazione ospitata allo Chalet de l'Ange, dove le creazioni floreali di Haus of Ninja e quelle edibili di Mimosa Milano dialogano in un allestimento dedicato al paesaggio alpino, visitabile gratuitamente durante entrambe le giornate dell'evento dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 previa registrazione sulla piattaforma.
Chi lo desidera può anche prender parte a La Tavola Segreta, un pranzo esclusivo immerso nella natura per 40 persone con menù, pairing e allestimenti a tema botaniche alpine curato sempre da Mimosa e Haus of Ninja. Gli ospiti percorreranno un piccolo tratto a piedi per poi accomodarsi a un'unica grande tavola di 12 metri allestita all’aperto (prenotazioni disponibili sulla piattaforma).
Il 18 e 19 ottobre, invece, i forni storici dei villaggi di Dolonne e La Saxe tornano ad accendersi come un tempo, quando il pane veniva preparato collettivamente poche volte l'anno per garantire scorte sufficienti ad affrontare l'inverno. È una pratica che racconta la montagna meglio di qualsiasi museo: il lavoro condiviso, l'autosufficienza delle comunità e il valore attribuito a un alimento essenziale. Durante la giornata è possibile assistere alle diverse fasi della panificazione, acquistare il pane appena sfornato e partecipare a degustazioni accompagnate dalle bollicine di Cave Mont Blanc.
Più che una dimostrazione, Lo Pan Ner restituisce il significato sociale del forno comunitario, luogo di incontro oltre che di produzione, e mostra come una tradizione antica continui a essere parte della vita quotidiana della valle.
Foto: Credits Lo Pan Ner
Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali ...
