Dialoghi tra storia e contemporaneità all’ Aleph Rome Hotel

-Claudio Zeni

L'Aleph Rome Hotel, Curio Collection by Hilton, conclude con la mostra personale di Vincenzo Scolamiero il ciclo espositivo “Dialoghi tra storia e contemporaneità” a cura della storica e critica d’arte Brigida Mascitti. Come già anticipato per le precedenti esposizioni, i protagonisti del ciclo delle tre mostre personali sono Gianluca Murasecchi, Alessandra Maria Porfidia e Vincenzo Scolamiero, storici docenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma, chiamati a realizzare ciascuno sei opere pittoriche site specific per le grandi boiseries della lobby dell’Aleph - ospitato in un palazzo storico, fortemente caratterizzato dal punto di vista architettonico – testimonianza di un passato sontuoso e autorevole ma aperto all’interazione con l’estetica contemporanea.

I tre artisti, d’altro canto, “presentano un comune verbo astratto senza tempo, in grado di superare i confini della contemporaneità e capace di dialogare con il contesto storico della sede espositiva”, scrive Mascitti, evidenziando che “la produzione artistica di Murasecchi, Porfidia e Scolamiero, nonostante caratterizzata da una cifra stilistica totalmente distante dal punto di vista formale, tecnico e materico è espressiva della tradizione artistica rinnovata”.

A tal proposito, la direttrice dell’Aleph, Valeria Fruscio ha dichiarato: “Siamo fieri di ospitare questa nuova mostra, con un ciclo di opere realizzate appositamente per l’albergo. L’iniziativa sta riscuotendo un grande successo tra i nostri ospiti, che hanno l’opportunità di scoprire artisti italiani contemporanei e, al tempo stesso, di fruire della bellezza dell’arte nella loro quotidianità in occasione di un soggiorno a Roma”. Dopo il successo delle personali di Gianluca Murasecchi e di Alessandra Maria Porfidia, ad esporre, dal 15 maggio al 31 agosto 2026, è Vincenzo Scolamiero, docente ordinario di Pittura presso il Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Roma.  

“Con certe cose del proprio mondo” è il titolo del ciclo di sei opere - tra tele e tavole a tecnica mista - realizzate da Scolamiero appositamente per l’Aleph. Come sottolineato dalla curatrice Brigida Mascitti, “le opere sono rappresentative del rapporto tra la concretezza della natura e la magia della suggestione poetica, tipica della produzione artistica di Scolamiero”.

Così ricche di incanto antico e di musicalità, “le campiture aranciate spiccano sul fondo oro delle opere – dal formato tondo e quadrato - e sono intervallate da tocchi di verde e bianco; sono date per mezzo di pennellate larghe, intrise di materia e lungamente elaborate e sono come mosse, sospese in uno spazio in cui lasciarsi andare, in assenza di peso”.

Nella foto: opera di Vincenzo Scolamiero, Con certe cose del proprio mondo, 2026, inchiostri e pigmenti su tavola.

www.hilton.com

Claudio Zeni
Giornalista

Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali ...