Buon centenario Aeroporto "Nicelli", perla del Lido! Vi sbarcarono anche le dive del cinema

-Renato Malaman

Lo scalo veneziano, opera futurista firmata dall'architetto Emmer, ha festeggiato i suoi primi cento anni. Una mostra curata da Vittorio Baroni riporta alla luce i ricordi di un secolo, con i primi voli della Transadriatica dopo quelli militari di D'Annunzio durante la prima guerra mondiale. Lo Junkers Day ha riportato sulla pista il primo aereo a solcare l'Adriatico nel 1926 

Un secolo vissuto sulle ali della leggenda. Il 14 agosto l’Aeroporto Giovanni Nicelli del Lido di Venezia ha celebrato i suoi primi cento anni con una grande festa che ha riunito oltre 500 persone tra autorità civili e militari, rappresentanti delle istituzioni, protagonisti del mondo aeronautico, imprenditori, studiosi, ospiti, residenti e famiglie. Una giornata pensata per ricordare il passato e per raccontare le molte identità di uno degli aeroporti più singolari d’Europa, luogo della nascita dell’aviazione civile italiana, patrimonio architettonico, porta storica di Venezia, spazio della memoria industriale, punto d’incontro con cinema e turismo internazionale e, oggi, infrastruttura dedicata all’aviazione generale e alla formazione.
Raffaele Ambruoso, vicepresidente del CdA e Ad dell'Aeroporto Nicelli ha assicurato:
“Il Centenario non è solo un traguardo, ma l’inizio di una nuova rotta. Il Nicelli custodisce un
patrimonio unico dell’aviazione italiana ed europea e guarda al futuro unendo memoria,
innovazione e nuove opportunità per Venezia e il territorio”.

DAL 1926 VENEZIA VOLA VERSO L’EUROPA

La storia del Nicelli coincide con una pagina fondamentale della nascita dell’aviazione civile
italiana. Il campo di San Nicolò al Lido era già stato utilizzato durante la Prima guerra
mondiale da reparti italiani e francesi ed era legato anche alle esperienze aeronautiche di
Gabriele d’Annunzio. Nel 1926 diventa la base della Transadriatica, fondata dal giovane
ingegnere Renato Morandi.
Il 18 agosto 1926 decolla dal Lido il primo collegamento terrestre di linea
Venezia–Vienna, con scalo tecnico a Klagenfurt per il rifornimento. L’aeroplano è uno
Junkers F13 I-BATB; ai comandi gli ex piloti della Grande Guerra Vincenzo Burattini e
Riccardo Pasquali. A bordo viaggiano i giornalisti Otello Cavara del Corriere della Sera e
Giovanni Giuriati jr del Popolo d’Italia, Manlio Molfese, capo dell’Ufficio traffico aereo, e lo
stesso Renato Morandi. Alla cerimonia sono presenti il sottosegretario di Stato per
l’Aeronautica, generale Alberto Bonzani, il presidente della Transadriatica generale Luigi
Nelson Pirzio Biroli, il prefetto di Venezia Iginio Coffari e il Commissario straordinario della
città di Venezia Bruno Fornaciari.
Da quel momento Venezia entra stabilmente nella moderna rete dell’aviazione civile. Alle
rotte terrestri si affiancano quelle degli idrovolanti della SISA, che collegano la laguna agli
scali italiani, all’Adriatico orientale e al Centro Europa. Persone, merci e idee iniziano a
viaggiare attraverso una rete che riduce le distanze e rafforza il ruolo internazionale della
città.

I VISIONARI, GLI EROI, GLI IMPRENDITORI

Il Centenario ha voluto restituire un volto alle persone che hanno costruito questa storia.
Renato Morandi comprese per primo le potenzialità del Lido come porta aerea di Venezia;
Hugo Junkers portò tecnologia, aeroplani e una concezione industriale destinata a
rivoluzionare il trasporto aereo europeo. Dall’incontro fra imprenditorialità italiana e
tecnologia tedesca nacque una delle stagioni decisive del Nicelli.
Accanto a loro Giovanni Nicelli, aviatore e patriota al quale venne intitolato lo scalo, e
Annita “Yvonne” Girardello, lidense e prima assistente di volo della storia dell’aviazione civile italiana, simbolo nel dopoguerra di professionalità e nuova fiducia nel viaggio aereo.
Un altro capitolo riguarda Giorgio Cini e Umberto Klinger. Nel secondo dopoguerra le
Officine Aeronavali del Lido tornarono a rappresentare una realtà industriale importante. Cini
partecipò alla società costituita per ricostruirle e rilanciarle, mentre Klinger ne guidò lo
sviluppo, intrecciando industria, manutenzione aeronautica, tecnologia e collegamenti
internazionali.

UN AEROPORTO CHE È ANCHE ARCHITETTURA
Negli anni Trenta il Nicelli vive la propria stagione di maggiore prestigio. Rotte internazionali,
velivoli moderni e personalità provenienti da tutta Europa trasformano lo scalo in uno dei
simboli della modernità italiana, mentre Venezia sceglie anche attraverso l’architettura
aeroportuale di rappresentare la propria vocazione internazionale.
La nuova aerostazione, solennemente inaugurata il 4 febbraio 1935, nasce da una
convenzione del 1934 tra Aeronautica Militare, Ala Littoria e Camera di Commercio di
Venezia. Il progetto, finanziato con 600.000 lire, viene elaborato dall’Ufficio Aeronautico di
Padova dal colonnello ingegnere Felice Santabarbara insieme all’architetto Mario Emmer e
rappresenta uno degli esempi più significativi dell’architettura razionalista applicata a una
moderna infrastruttura del trasporto aereo.
L’edificio, basso, orizzontale e aperto attraverso grandi superfici vetrate verso la pista e il
paesaggio, è stato spesso paragonato a un piroscafo ormeggiato su un mare d’erba. La
concezione architettonica integra fin dall’origine funzioni aeroportuali, rappresentanza ed
eleganza. Hall, bar, ristorante e terrazze affacciate sul campo diventano parte
dell’esperienza stessa del viaggio.
Grande attenzione viene riservata anche agli interni. Giovanni Nei Pasinetti, presidente
della Società Veneziana Arti Decorative, cura decorazioni e arredi, realizzando nel
ristorante cinque tondi dedicati ai continenti e nel salone una grande rappresentazione delle
rotte dell’Ala Littoria che da Venezia si irradiavano verso l’Europa, l’Adriatico e il
Mediterraneo. Agli ambienti si aggiungono le celebri le aeropitture futuriste di Guglielmo
Sansoni, in arte Tato, nelle quali il mito moderno del volo entra direttamente nello spazio
architettonico.
Nei primi anni Duemila l’aerostazione è stata oggetto di un importante restauro conservativo.
L’intervento, affidato all’architetto Claudio Rebeschini e realizzato sotto la tutela della
Soprintendenza, ha recuperato con attenzione filologica gli ambienti, gli arredi, le
decorazioni, le terrazze e le caratteristiche originarie dell’edificio, restituendo al Nicelli uno
dei suoi elementi identitari più preziosi.
Oggi aerostazione e strutture storiche costituiscono un patrimonio architettonico tutelato e
ancora pienamente inserito nella vita operativa dell’aeroporto. Nel 2014 la BBC collocò il
Nicelli al terzo posto fra i dieci aeroporti più belli del mondo, dopo Montevideo e Hong Kong.
Un riconoscimento che sintetizza il valore di un luogo nel quale architettura, aviazione,
paesaggio e storia continuano a convivere.

PERSONALITÀ DELLA MOSTRA DEL CINEMA E DOLCE VITA

La funzione del Nicelli come una delle porte d’ingresso a Venezia ha visto sovrani, uomini
politici, artisti e protagonisti della vita internazionale. Dalle esperienze aeronautiche di
Gabriele d’Annunzio ai passaggi di Vittorio Emanuele III, Adolf Hitler, Mohammad Reza
Pahlavi e Giulio Andreotti, lo scalo ha accompagnato molte pagine significative del
Novecento veneziano, diventando testimone diretto delle trasformazioni politiche, culturali e

sociali del secolo.
Un rapporto particolare si sviluppa con il cinema. Già dagli anni Trenta, con la nascita della
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, il Nicelli consente ad attori, registi e
personalità dello spettacolo di raggiungere direttamente il Lido, trasformando l’arrivo in aereo
nel primo fotogramma dell’esperienza veneziana. La nuova scena internazionale richiama
nomi come Greta Garbo, Clark Gable, Vittorio De Sica e Boris Karloff e lega sempre più
strettamente l’aeroporto alla mondanità e al grande cinema.
Nel dopoguerra questo legame diventa ancora più evidente. Le fotografie conservate negli
archivi documentano Jean Cocteau, giunto nel 1948 per la IX Mostra del Cinema, Misha
Auer, Henri Guisol con Susanne Flonn e Claude Génia, Heather Christine Sears e molti
altri. Immagini nelle quali eleganza, aeroplani e mondanità raccontano meglio di molte parole
il carattere di un aeroporto capace di trasformare il proprio ruolo senza perdere il fascino
delle origini.
Uno degli scatti simbolo resta quello di Claudia Cardinale sorridente su un Fiat G.4,
immagine emblematica della stagione della Dolce Vita e del rapporto fra il Nicelli e il grande
cinema. Negli anni più recenti la Mostra del Cinema ha continuato a richiamare sul Lido
grandi star internazionali come Julia Roberts, Laura Dern, Brad Pitt, Angelina Jolie, Lady
Gaga, Nicole Kidman e non solo, confermando Venezia come uno dei principali crocevia
mondiali del cinema e dello spettacolo.
Quel rapporto non appartiene però soltanto alla memoria. Nel 2009 George Clooney ed
Elisabetta Canalis arrivarono al Nicelli in elicottero durante la Mostra e, negli anni
successivi, lo scalo ha continuato ad accogliere voli privati, protagonisti ed eventi legati al
mondo cinematografico internazionale.
Ancora oggi il Nicelli conserva questa vocazione. George Clooney, presenza familiare al
Lido e già protagonista di memorabili arrivi all’aeroporto, tornerà quest’anno a Venezia per
ricevere il Leone d’Oro alla carriera. Durante i giorni della Mostra del Cinema, il prato del
Nicelli e la sua storica aerostazione tornano così a unire il cielo e il red carpet, rinnovando un
legame che, dopo quasi un secolo, è diventato parte dell’identità culturale del Lido.

LA MOSTRA, DODICI FOTOGRAMMI PER UN SECOLO

Proprio il rapporto naturale tra Lido, aeroporto e cinema ha ispirato la mostra “Cent’anni di
aviazione. Aeroporto Nicelli 1926–2026”, ideata e curata da Vittorio Baroni e inaugurata
in occasione del Centenario. Fin dal primo pannello l’esposizione dichiara la propria
impostazione cinematografica: raccontare un secolo del Nicelli come una sequenza di
immagini, vicende e protagonisti, seguendo il filo delle grandi trasformazioni dell’aviazione
civile veneziana ed europea.
I dodici maxi pannelli diventano così altrettanti fotogrammi di un unico film lungo cento anni.
La narrazione prende avvio dai “Visionari del volo”, Renato Morandi e Hugo Junkers,
interpreti dell’incontro fra imprenditorialità italiana e innovazione aeronautica tedesca, per
proseguire con gli “Eroi dell’aria”, Giovanni Nicelli e Annita “Yvonne” Girardello, simboli
di coraggio, professionalità e fiducia nel futuro. Un altro fotogramma è dedicato agli
imprenditori Giorgio Cini e Umberto Klinger e alla rinascita delle Officine Aeronavali del
Lido nel secondo dopoguerra.
La mostra allarga poi lo sguardo alle reti e ai collegamenti che fecero del Lido un nodo
strategico tra Italia, Adriatico e Centro Europa, con le rotte della SISA dei fratelli Cosulich
di Lussino e lo sviluppo della moderna aviazione civile. Gli anni Trenta rappresentano la
stagione della modernità: nuova aerostazione, rotte internazionali, velivoli di ultima
generazione e personalità provenienti da tutta Europa trasformano il Nicelli in uno dei simboli del progresso italiano.
Il racconto attraversa quindi la cesura della Seconda guerra mondiale, con requisizioni,
bombardamenti e impieghi militari, ma anche con la capacità di conservare competenze e
strutture che renderanno possibile la rinascita successiva. Nel dopoguerra tornano i
collegamenti civili, le compagnie, il turismo internazionale, la Biennale, le spiagge dell’Isola
d’Oro e la Mostra del Cinema. Il Nicelli torna a essere una porta aerea di Venezia e un
simbolo di apertura verso l’Europa e il mondo. Con l’apertura dell'Aeroporto Marco Polo
cambia poi il ruolo dello scalo. Il traffico commerciale si trasferisce progressivamente a
Tessera, mentre il Nicelli entra nella stagione della Dolce Vita, dell’aviazione privata e
sportiva e della cultura aeronautica, conservando intatta la propria identità storica.
Gli ultimi pannelli raccontano un aeroporto che continua a vivere attraverso l’aviazione
generale, il volo sportivo, la formazione dei piloti, le manifestazioni aeree e l’Aero Club
Venezia, fino agli interventi di recupero e valorizzazione che hanno restituito nuova funzione
all’aerostazione, al ristorante e agli altri spazi, unendo tutela dell’identità architettonica e
innovazione. Il dodicesimo e ultimo fotogramma apre infine il secondo secolo del Nicelli. Una
grande Rondinella composta da numerose piccole rondini vola simbolicamente sopra
l’Europa e il Mediterraneo. Si tratta di un’immagine che sintetizza il messaggio conclusivo
della mostra, nel quale memoria, innovazione e relazioni europee diventano le ali con cui
continuare a scrivere il futuro dell’Aeroporto.

FESTA DEL VOLO E JUNKERS EXPERIENCE DAY

Il Centenario del Nicelli ha coinciso con un appuntamento di particolare rilievo
internazionale: il 14 agosto l’Aeroporto del Lido ha ospitato il primo Junkers Experience
Day, iniziativa presentata dalla stessa Junkers Aircraft come una première assoluta e come
progetto pilota dedicato a far conoscere da vicino i propri aeroplani, la storia del marchio e la
cultura del volo.
Durante la giornata sono stati protagonisti i modelli Junkers A50 Junior, A50 Heritage e A60,
presentati e fatti volare nello scenario storico del Nicelli. La scelta del Lido ha avuto un
valore fortemente simbolico, perché il rapporto fra Venezia e Junkers appartiene alle origini
stesse dello scalo: nel 1926 i primi collegamenti della Transadriatica furono effettuati con
velivoli Junkers, contribuendo alla nascita della moderna aviazione civile e all’inserimento di
Venezia nella rete dei collegamenti europei.
Il programma non ha avuto soltanto una dimensione aeronautica e commerciale, ma anche
storica e culturale. La giornata ha infatti richiamato la figura di Hugo Junkers e il rapporto
con Renato Morandi, fondatore della Transadriatica, mettendo in relazione la stagione
pionieristica del volo europeo con le tecnologie e i velivoli di oggi.
Accanto agli aeroplani terrestri è stato protagonista anche l’idrovolante rosso della
compagnia AELIA, richiamando l’altra grande componente della storia aeronautica
veneziana: il volo sull’acqua. La sua presenza ha assunto un significato ancora più forte
perché il velivolo era stato recentemente protagonista del volo inaugurale Venezia–Lussino
del giugno 2026, che ha riproposto in chiave contemporanea un collegamento tra le due
sponde dell’Adriatico e una direttrice storicamente legata alla rete degli idrovolanti e ai
rapporti tra Venezia, istria, Quarnero e Dalmazia.
La presenza congiunta dei Junkers e dell’idrovolante rosso ha così trasformato la giornata
del Centenario in una vera festa del volo: non una semplice rievocazione, ma un incontro tra
memoria, innovazione, impresa e nuove prospettive di mobilità. Nel cielo del Lido sono
tornate a convivere due tradizioni che appartengono alla storia profonda del Nicelli, quella
degli aeroplani terrestri e quella degli idrovolanti, proiettando idealmente l’aeroporto verso il
proprio secondo secolo di vita.

SOSTENIBILITÀ, UN AEROPORTO CHE CONSERVA IL SUOLO

Un aspetto particolare, forse ancora poco conosciuto del Nicelli, tocca un tema di grande
attualità per il nostro territorio. Si tratta del rapporto tra infrastruttura aeroportuale, suolo
e paesaggio. Già nel 1926 il campo di Venezia veniva descritto con una superficie di 850
metri per 150 con fondo pianeggiante ricoperto d’erba. Cento anni dopo la pista operativa è
ancora in erba, oggi lunga 994 metri e larga 45. I 44.730 metri quadrati di superficie di
volo non sono mai stati trasformati in una tradizionale pista asfaltata o cementificata. È un
elemento che assume un significato particolare in un territorio nel quale consumo di suolo e
impermeabilizzazione sono temi centrali del dibattito pubblico. Il Nicelli conserva così la
propria natura di grande spazio verde all’interno della città, integrando attività
aeronautica e paesaggio.
A questa caratteristica si aggiunge una concreta esperienza di economia circolare. Le
superfici erbose non interessate direttamente dalle operazioni di decollo e atterraggio
vengono coltivate con grande cura ad erba medica dall’Azienda Agricola Porcellato di
Roncade. Il foraggio ottenuto dagli sfalci non diventa quindi scarto. Viene raccolto e utilizzato
nell’alimentazione zootecnica dei bovini allevati dall’azienda. Sono 150 le tonnellate di
fieno erba medica raccolte annualmente e questo dimostra l'importanza della superficie
aeroportuale operativa che può, nello stesso tempo, contribuire alla conservazione del suolo,
alla produzione agricola e al riutilizzo delle risorse.


I BAMBINI E IL VOLO COME METAFORA EDUCATIVA

Uno dei momenti più partecipati ed emozionanti ha avuto per protagonisti 33 bambini tra i 4
e gli 11 anni. Dal belvedere del Nicelli hanno lanciato verso il pubblico cento aeroplanini
colorati, uno per ciascun anno della storia dello scalo.
L’iniziativa dei “Piccoli aspiranti aviatori”, organizzata da Nadia De Lazzari, nasce con
un preciso significato pedagogico. Il volo come metafora di libertà creativa, curiosità, fiducia
nelle proprie capacità e apertura mentale. Ogni aeroplanino rappresenta un’idea che prende
forma, supera un confine e impara a guardare lontano.
Gli aeroplanini numerati hanno consentito al pubblico di partecipare all’estrazione di quattro
premi. Gianmatteo Zampieri del Lido di Venezia e Annamaria Vulcano di Padova hanno
vinto una cena per due persone al Ristorante Nicelli. Tatiana Fernandez di Venezia si è
aggiudicata un volo in aereo Junkers e un volo in idrovolante è stato assegnato a Francesca
Montà di Brescia.
Ai piccoli partecipanti sono stati consegnati la spilla del Centenario, un libro dedicato a
Marco Polo e una coppetta del Gelato delle Dolomiti. Emma, 9 anni, e Penelope, 10, hanno
vissuto con particolare entusiasmo l’esperienza mentre Marco, 11 anni, è rimasto affascinato
soprattutto dagli aeroplani: “Sono veri e li ho potuti toccare”.

UNA SERATA TRA OPERA, CANZONE ITALIANA E FESTA

La musica ha chiuso simbolicamente la giornata con il Concerto lirico del Centenario. Sul
palco il soprano Fabiana Visentin, i tenori Rodrigo Trosino, Eduardo Hurtado Rampoldi
e Francesco Paccorini, accompagnati al pianoforte da Tecla Cerchiara.
Il programma ha attraversato opera, romanza e grande canzone italiana, Rossini,
Leoncavallo, Bizet, Gounod, Sorozábal, Flotow, Puccini e Verdi, insieme a classici come “’O
sole mio”, “Dicitencello vuje”, “Non ti scordar di me”, “Granada” e il brindisi verdiano di “Libiamo ne’ lieti calici”. Un repertorio internazionale e italiano coerente con la storia di un
aeroporto nato per mettere Venezia in relazione con l’Europa.
Il concerto, accolto da lunghi e calorosi applausi, si è concluso in un clima di festa con la
condivisione di fette di anguria, un momento conviviale e informale che ha riunito autorità,
ospiti, artisti, famiglie e amici del Nicelli. Un finale estivo e gioioso per una giornata
indimenticabile dedicata ai cento anni di storia dello scalo, alla sua comunità e al futuro del
secondo secolo di vita.

LEONE D'ARGENTO E TARGHE AI 50 “AMICI DEL NICELLI”

In apertura della serata è stato consegnato a Raffaele Ambruoso, Vicepresidente CdA
Nicelli e Amministratore Delegato, il Leone d’Argento di Europa Adriatica Nordest,
realizzato da Meneghetti l'Orafo di Venezia.
Nel corso dell'evento sono state consegnate cinquanta targhe ricordo agli “Amici del Nicelli”.
Autorità, rappresentanti delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine, dirigenti ed ex dirigenti
aeroportuali, studiosi, imprenditori, esponenti della cultura e persone che, in forme diverse,
hanno sostenuto e accompagnano lo scalo: Lucas Pavanetto Vicepresidente Regione del
Veneto, Michele Zuin Assessore Delegato Sindaco Comune di Venezia, Francesca
Zaccariotto Vice Sindaco Comune di Venezia, Marco Mangini Comandante col. pilota 51°
Stormo di Istrana e delegato del CSM Maggiore Aeronautica, Marco Campaldini Vice
Comandante Provinciale Carabineri, Giulio Cargnello Comandante Capitano Delegato
Comandante Guardia Costiera, Clemente Palopoli Vice Questore e Delegato del Questore,
Giancarlo Beatrice Sezione aerea Guardia di Finanza nucleo operativo e Delegato del
Capitano, Giuseppe Briganti Comandante 10 Reparto Volo Polizia di Stato, Lorenza
Mariutti Commissario Principale Polizia Locale Comune di Venezia, Antonino Esposito in
Rappresentanza del Direttore ENAC Nordest, Mario Schwetz Direttore Consiglio d'Europa
Venezia, Valerio Volpe Direttore Tecnico Autorità per la Laguna di Venezia, Roberta Di
Mambro Guardian Grando Scuola San Teodoro Diocesi di Venezia, Maika Canton
Assessore Comune di Venezia, Sebastiano Costalonga Assessore Comune di Venezia,
Alessandro Scarpa Marta Assessore Comune di Venezia, Marina Faraguna Presidente
Municipalità Lido-Pellestrina, Rosanna Conte Polizia di Frontiera Aerea, Carmine Castaldi
Comandante Capitano Guardia di Finanza e Delegato del Generale Bosco, Roberto Mayer
Comandante Polizia Locale Lido di Venezia, Felice Mattei vice Capo sede Vigili del Fuoco
Lido di Venezia, Marco D'Anisi Luogotenente Guardia di Finanza e Assistente Comandante
Nordest, Valerio Bonato Ex Direttore ENAC, Claudio Pugliese ex Direttore operativo
Nicelli, Raffaele Carusone ex Direttore ENAV, Marco Marinaro ex Direttore operativo
Nicelli, Pietro Rosa Salva Presidente VELA, Lucio Loreto Luogotenente 51° Stormo e
Comandante Presidio Lido di Venezia, Giorgio Micoli Comandante Pilota Istruttore,
Raffaele Malosso Presidente Associazione Sottufficiali, graduati e militari di truppa,
Marinka Kuna ACI Marina Croazia, Luca Vitelli Architetto esperto in recupero beni storici,
Chiara Squarcina Direttrice Scientifica Musei Civici Venezia, Gregory Alegi Storico
aeronautico, docente alla LUISS, Maurizio e Annapaola Klinger nipote e pronipote
Umberto Klinger, Annalisa Ortolano Istituto Comprensivo Ongaro Lido di Venezia, Frank
Gotthardt Imprenditore e Presidente CompuGroup Medical, Elisa Aquino Global Campus
of Human Rights Lido di Venezia, Sergio Bassan Imprenditore Pilota, Rocco Maggio
Luogotenente in congedo, Massimo Longo Coordinatore Commissione Municipalità Lido-
Pellestrina, Lorenzo Angelo Presidente Lions Lido di Venezia, Alberto Pierobon
Imprenditore Gelato delle Dolomiti, Canella Nicoletta Contitolare Ditta Canella, Stefano
Fabris Imprenditore Outly.

LILIANA TRAMONTIN, 102 ANNI, MADRE E SORELLA DI PILOTI

L’aria di mare del Lido di Venezia è risaputo che fa molto bene, un esempio per tutti è la
longevità di Liliana Tramontin che durante il Centenario del Nicelli ha ricevuto un premio
speciale per aver compiuto la bellezza di 102 anni. Liliana ha ricordato con orgoglio i brevetti
di volo ottenuti da suo figlio e suo fratello. Tra i familiari di Liliana merita ricordare la figura di
mons. Silvio Tramontin (1925–2019) che è stato un illustre sacerdote, storico e accademico
veneziano, considerato uno dei massimi esperti della storia religiosa e della Chiesa di
Venezia.

IL RICORDO DI GIORGIO CINI, “L’AEREO UNISCE I POPOLI”

Fra i momenti dedicati alla memoria ha assunto particolare significato il ricordo di Giorgio
Cini. Dal Nicelli partì per Monaco nel tentativo di raggiungere e liberare il padre Vittorio
Cini, internato a Dachau. Di quel viaggio è rimasta una testimonianza concreta, il
passaporto di Giorgio Cini con il timbro dell’aeroporto di Monaco.
A ricordare l’episodio è stato il nipote Giovanni Alliata di Montereale, intervenuto mentre si
trovava a sua volta in volo verso il Texas per raggiungere la famiglia in occasione della
nascita della prima nipotina: “Sono con voi anche se in un altro continente. L’aereo unisce i
popoli”. Una frase che sintetizza bene il significato più profondo del Centenario. Il volo non
soltanto come tecnologia o trasporto, ma come strumento di relazione fra persone, città,
culture e generazioni.

IL SECONDO SECOLO È GIÀ IN VOLO
Gli interventi di recupero e valorizzazione hanno restituito nuova funzionalità
all’aerostazione, al ristorante e agli spazi del Nicelli. La conservazione dell’identità
architettonica è stata accompagnata da investimenti, innovazione tecnica e nuove attività,
con l’obiettivo di mantenere lo scalo operativo e al tempo stesso valorizzarne il patrimonio
culturale, imprenditoriale e civile.
“Ci saranno altre iniziative durante l’anno”, ha ricordato l’Amministratore Delegato Raffaele
Ambruoso, sottolineando che il 14 agosto non rappresenta la conclusione delle
celebrazioni, ma una delle tappe del percorso del Centenario.
Il primo secolo del Nicelli diventa così il punto di partenza del secondo. Un futuro che tiene
insieme memoria, innovazione, formazione, relazioni europee, sostenibilità e capacità di
generare nuove opportunità per Venezia e per il territorio. Cento anni dopo quel primo volo
per Vienna, la Rondinella del Nicelli continua a guardare il cielo.

Renato Malaman
Vicedirettore

Collabora con Rai Radio Uno, come esperto di turismo nella trasmissione "Tra poco in edicola", e con il "Corriere del Ticino". Cura il blog "Salsa & Merende" nel quot ...