A Tavola con il Nobile di Montepulciano: "vola" il piccione in crosta del Poggiolo
La contrada biancoceleste, con un piatto ispirato a Francesco Redi nei 400 anni dalla nascita, vince il concorso che dal 2003 punta a recuperare ricette tradizionali dimenticate. Un solo punto ha diviso i vincitori dal gruppo della Voltaia. Quest'anno il tema era la cucina al coccio a fuoco lento. Il giornalista Bruno Gambacorta e il Consorzio stanno già lavorando all'edizione del venticinquesimo: "Sarà un evento speciale". Intanto la città toscana si merita un post nella "top ten" fra le città più accoglienti al mondo

Per un punto! Per un solo punto ha vinto il Poggiolo sulla Voltaia. Il verdetto è stato colto con un urlo di gioia da Doria Nepi, la rettrice della contrada (nella foto con Anna Maria Pellegrino) che, va ricordato, finora aveva all'attivo una sola vittoria nella storia del premio; peraltro condivisa con la contrada Coste.
Quando la voce di Tinto, popolare conduttore Rai (Decanter, Camper, Linea Verde), le ha alzato la mano decretando la vittoria del Poggiolo, nel chiostro della Fortezza di Montepulciano c'è stata un'ovazione da parte dei sostenitori . Di cui è stato testimone anche il sindaco poliziano, Michele Angiolini. Il primo cittadino nell'occasione ha ricordato che Montepulciano quest'anno può vantare un altro bel risultato: è risultata fra le prime dieci città dell'accoglienza secondo il popolare sito di prenotazioni Booking.com.
Con la ricetta “Zuppa di piccione in crosta” la contrada di Poggiolo di Montepulciano si è dunque aggiudicata la ventiquattresima edizione del premio enogastronomico "A Tavola con il Nobile", concorso promosso dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano in collaborazione con il Magistrato delle Contrade della città toscana. L'evento si è concluso domenica scorsa (23 agosto) con la premiazione delle tre migliori ricette preparate dalle otto contrade del Bravìo delle Botti (singolare corsa per le vie del centro storico spingendo in coppia una botte che quest'anno in programma domenica prossima, 30 agosto).
Il tema di questa edizione di "A tavola con il Nobile" è stato dedicato al poeta, medico e scienziato Francesco Redi, in occasione dei festeggiamenti per i 400 anni dalla sua nascita: “La cucina al coccio e a fuoco lento: la Manna di Montepulciano - Omaggio a Francesco Redi”, declinata ovviamente nelle seconde portate. “Questa iniziativa conferma quanto sia importante, per Montepulciano, creare sinergie solide tra le diverse realtà del territorio - ha aggiunto Susanna Crociani, vicepresidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano - il lavoro condiviso con il Magistrato delle Contrade permette di valorizzare non solo il nostro vino, ma anche la storia, le tradizioni e la partecipazione della comunità”. Finora il concorso ha permesso il recupero di 240 ricette dimenticate, consentendo un recupero di brani significativi di cultura materiale del territorio. Un'esperienza, questa, unica in Itslia.
Sul podio, al secondo posto, la Contrada di Voltaia con la ricetta “Ogni coccio per la coda è il re” che si aggiudicata anche il premio speciale della giuria per l’attinenza al tema proposto. Al terzo posto la contrada di San Donato con “Ossobuco di Chianina al Coccio”. A pari merito tutte le altre contrade.
“A Tavola con il Nobile è nato con l'obiettivo di salvaguardare e valorizzare il patrimonio gastronomico di Montepulciano, facendo emergere il legame profondo tra il Vino Nobile, le Contrade e la cultura del territorio - ha dichiarato Bruno Gambacorta, presidente e ideatore del premio A Tavola con il Nobile - in ventiquattro edizioni abbiamo recuperato e tramandato centinaia di ricette della tradizione locale, un risultato che dimostra come la cucina possa essere uno straordinario strumento di memoria, identità, confronto e condivisione tra le generazioni”.
"Il tempo dentro il coccio. La cucina, il gesto, la memoria". Grazie all’analisi di una delle giurate del Premio, nonché consulente storica dell'evento, Anna Maria Pellegrino, membro dell’Accademia Italiana della Cucina, questa sfida esalta il valore culturale della cucina tradizionale e il significato simbolico del coccio come strumento che educa alla lentezza e all’attesa. Attraverso un percorso che intreccia antropologia, storia e tradizioni locali, il sapere gastronomico si è tramandato nel tempo non solo attraverso le ricette, ma soprattutto grazie ai gesti, all’esperienza e alla memoria collettiva. Nel contesto di Montepulciano, il coccio diventa così emblema del legame profondo fra territorio, comunità e identità culturale, ricordando che la tradizione resta viva quando sa dialogare con il presente e rinnovarsi senza perdere il proprio significato. Un significato sottolineato anche dal presidente della giuria Bruno Gambacorta (nella foto), noto volto televisivo Rai grazie alla fortunata rubrica "TG2 Eat Parade".
A tavola con il Nobile. È la sfida ai fornelli ideata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano con il giornalista del Tg2, Bruno Gambacorta. Una giuria composta da giornalisti ed esperti valuta il piatto che meglio si accosta al Vino Nobile di Montepulciano. Un premio che negli anni ha dato la possibilità di recuperare circa 240 ricette della tradizione, riportando alla luce il lavoro delle massaie e tramandando la tradizione gastronomica di un tempo. Numerose le pubblicazioni che raccolgono le ricette di A Tavola con il Nobile che negli anni ha assunto un peso antropologico e sociale tanto da attirare l’attenzione di studi sulle tradizioni popolari del territorio.
L’albo d’oro del premio. Collazzi (cinque vittorie), Talosa (cinque vittorie), Voltaia (quattro vittorie), San Donato (tre vittorie), Gracciano (due vittorie), Cagnano (due vittorie), Poggiolo (due vittorie) e Coste (una volta in ex-aequo).
Il Bravìo delle Botti. È la sfida tra le otto contrade dell'antica città: Cagnano, Collazzi, Le Coste, Gracciano, Poggiolo, San Donato, Talosa e Voltaia. La gara coinvolgerà il centro storico facendo rotolare delle botti di circa 80 chili ciascuna, lungo un percorso in salita di oltre un chilometro. Le botti sono spinte da due atletici “spingitori”, mentre il percorso della gara si snoda tra le suggestive vie del centro storico della città poliziana fino all’arrivo situato sul sagrato del Duomo in Piazza Grande. La corsa si correrà nel 2026 domenica 30 agosto e per tutta la settimana le contrade saranno aperte per far assaggiare anche i piatti in gara, i quali saranno accompagnati a serate suggestive che ripercorreranno i 52 anni di una manifestazione che è la storia di Montepulciano, con le sue tradizioni e le sue peculiarità.
Collabora con Rai Radio Uno, come esperto di turismo nella trasmissione "Tra poco in edicola", e con il "Corriere del Ticino". Cura il blog "Salsa & Merende" nel quot ...
