VISTI DA VICINO – ANTONIO GUERRA CHEF DEL RISTORANTE VITIQUE DI GREVE IN CHIANTI

Vitique di Greve in Chianti (Fi) è un accogliente e moderno ristorante di proprietà di Santa Margherita Gruppo Vinicolo, che ha come executive chef il giovane ed emergente chef nel panorama nazionale Antonio Guerra.
Una cucina da ricordare quella di Guerra, proposta in sala da un team professionale e cordiale coordinato dal maitre Roberto Pennacchiotti, accompagnata da una carta di vini con circa trecento etichette, che spazia dalle proposte delle diverse tenute del gruppo Santa Margherita a un interessante assortimento di vini sia italiani sia internazionali.

Per la nostra rubrica 'Visti da vicino' siamo andati a trovare Antonio Guerra al Vitique di Greve in Chianti.

«Antonio, quanti anni hai?»
«30 anni»

«Segno zodiacale?»
«Capricorno»

«Il tuo percorso dietro ai fornelli prima di arrivare al Vitique?»
«Ho iniziato a lavorare in cucina all'età di sedici anni in alcuni ristoranti di  Milano per poi proseguire con importanti e significative esperienze lavorative da Luigi Taglienti al Lume di Milano, da Giancarlo Morelli all’Hotel Viu e da Antonello Sardi alla Bottega del Buon Caffé di Firenze»

«Come nasce il ristorante  Vitique?»
«Il Vitique è il frutto di un'idea aziendale: creare nel Chianti Classico un luogo d'incontro per  un viaggio di esplorazione nel mondo del vino e della cucina italiana contemporanea, all'insegna della semplicità e genuinità  verso tutto ciò che è bello e buono»

«Il piatto al quale sei particolarmente legato?»
«Seppie e spugnole perché è  stato il mio primo piatto proposto al Vitique»

«Dall'antipasto al dessert quattro piatti da assaggiare nel menu autunnale del Vitique?»
«Pane, ricci e pomodoro, Tagliolino con ragù di arrosto affumicato, Piccione alla brace con salsa alla cime di rape, Spuma di castagne con salsa di melograno, cioccolato e cannella»

«Come definiresti la tua cucina?»
«Una cucina che genera un ricordo»

«Un prodotto che non manca mai nella tua dispensa?»
«Non uno ma due: il parmigiano e il burro»

«Tradizione e tecnologia. Un binomio vincente per la ristorazione del terzo millennio?»
«Sicuramente sì, la tecnologia ci aiuta oggi a capire ed esaltare la materia prima, valorizzando in toto tutti i nostri piatti»

«Prima di mettere un tuo piatto in carta ascolti qualche consiglio?»
«Tantissimi consigli. Al Vitique siamo una squadra e il piatto viene sottoposto al giudizio di tutti i componenti del team. Prima di mettere un piatto in carta passano sempre da tre settimane ad un mese»

«Sei fautore del Km 0 del Km Vero in cucina?»
«Mi piace rispettare il territorio in cui operiamo e scegliere i prodotti di qualità ma il mio sguardo in cucina è rivolto anche ad eccellenze extra moenia»

«L'obiettivo futuro di Antonio?»
«Il mio e quello della proprietà più che un obiettivo è una filosofia: distinguersi nel mondo della ristorazione con una cucina di qualità che genera ricordi ed invogli gli ospite a tornare al Vitique»

www.vitique.it

 

Claudio Zeni

Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali, nazionali ed internazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli si ricorda il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il I.o premio giornalistico nazionale ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’, il I.o premio ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson'. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Coordinatore della giuria e dei cuochi del concorso culinario ‘Tartufo d’oro’ di Gubbio’. Unitamente al Presidente dei Cuochi di Arezzo organizza il concorso 'Penne bruciate', giornalisti ai fornelli dove a vincere è il 'piatto peggiore'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano).

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