Villa Selvatico di Battaglia Terme riapre e svela i suoi tesori. E sullo sfondo del parco i Colli Euganei...

Villa Selvatico, ritrovata bellezza! Sospesa fra contorni di fiaba e armonioso rigore architettonico. A Battaglia Terme, sul colle di Sant’Elena o “della Stua”, visto che sotto c’è una grotta sudatoria alimentata da una antica sorgente termale.

Il sogno visionario di un imprenditore di Monselice l’ha riportata in vita con i suoi 11 irrinunciabili ettari di parco, “firmati” dallo Jappelli, quello che nell’800 progettò meraviglie come il Caffè Pedrocchi e l’Hotel Orologio. Architetto famoso che amava i laghetti e i giochi di luce fra le fronde… In questo caso quelle dei bagolari, piante solenni e lievi. Una di loro ha oltre 400 anni.

Adriano Miola, che insieme ai fratelli aveva dato solidità alle fortune imprenditoriali create con la Gimi di Monselice, ha rilevato il bene nel 2014. E poi con la sua famiglia (la moglie Alberta Businaro e il figlio Marco, che forse un giorno si trasferirà qui) per prima cosa ha fermato il degrado, dedicandosi quindi anima e corpo alla rinascita di questo gioiello.

Il risultato è sotto gli occhi tutti. Dal 25 marzo, giorno della riapertura, Villa Selvatico, con i suoi affreschi e i suoi angoli più nascosti, è visibile al pubblico. Visitabile ogni fine settimana e il parco anche nei pomeriggi dei giorni feriali.

Custodisce opere d’arte, come i grandi affreschi del salone nobile, o angoli misteriosi come la cripta del mille sotto la chiesetta.

Dalla cupola in alto, sotto la splendida Rosa dei Venti, lame di luce creano suggestioni forti e dalle grandi finestre su annuncia la maestosità del paesaggio dei Colli Euganei.

Quando era diventato un hotel di charme ospitò anche l’attrice Demi Moore. Un dettaglio che avrebbe sicuramente apprezzato anche Benedetto Selvatico, il nobile padovano che nel ‘600 commissionò questo complesso unico nel suo genere.

Alberta Businaro è contenta che i visitatori finora abbiano colto il profilo culturale di Villa Selvatico: “Qui entrano in tanti, tantissimi. Ma notiamo un grande rispetto per il bene. E questo ci rincuora”.

Adriano Miola sogna di poter valorizzare anche la parte termale, quella oggi di competenza regionale che è legata all’ex Istituto Inps Pietro d’Abano. “Qui ci sono pozzi di acqua calda - osserva - sarebbe un peccato non poterli valorizzare. Questo è un luogo che stimola il benessere del fisico e dello spirito”.

Una lunga e scenografica scalinata di 144 gradini fa da cornice alla villa. Per chi non se la sente di affrontarli c’è un ascensore ben nascosto nella roccia: per accedervi si attraversa un mondo affascinante di pura trachite.

Nel parco sono stati organizzati degli originali punti di ristoro e poi c’è il bar interno, pure arredato con gusto. Vi si può degustare anche il Prosecco di Villa Selvatico, ottenuto dalle viti piantate nei terreni dove doveva sorgere la discussa lottizzazione delle Valli Selvatiche. “Quando ho preso la Villa - dice Miola - ho subito rinunciato a quel piano, comunque vada il ricorso presentato dai promotori. Le ville un tempo avevano bisogno della natura per respirare. Dobbiamo rispettare questa esigenza”.

Villa Selvatico ospiterà anche banchetti ed eventi, privati e pubblici. Molti di profilo culturale. Vi farà tappa anche la prossima edizione dell’Euganea Film Festival. Una serata da non perdere.

 

 

 

 

 

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RENATO MALAMAN

Collabora con Rai Radio Uno, come esperto di turismo nella trasmissione "Tra poco in edicola", e con il "Corriere del Ticino". Cura il blog "Salsa & Merende" nel quotidiano "Il Mattino di Padova" di cui è stato redattore fino al 31 dicembre 2016. Del quotidiano, con cui ha iniziato a collaborare nel 1978, è stato titolare dal 2001 della rubrica di enogastronomia "Gusto", ora confluita nel blog personale (su www.mattinopadova.it) dedicato all'attualità del Food and Wine veneto e non solo. E' titolare della rubrica di viaggi del mensile "La Piazza" (23 edizioni nel Veneto) dal 1996 e della pagina "La recensione" sul magazine "Con i piedi per terra". Collabora con "Voyager".
Coautore di numerose pubblicazioni nel settore enogastronomico e collaboratore di varie riviste, dal 2004 è ispettore della guida "Ristoranti d'Italia" de L'Espresso. Ha curato la guida "Padova nel piatto". E' coautore dei volumi "L'osteria di Padova" e "I Colli ritrovati", quest'ultimo sui 50 anni della legge 1097/71 che salvò i Colli Euganei dalle cave.
Tra i riconoscimenti ottenuti spicca l'assegnazione di due premi "Penna d'Oca" (edizioni 2005 e 2011), premio biennale promosso da Unioncamere del Veneto, più un premio dell'Assostampa Padovana nel 2012 per reportage in 10 puntate su "Alluvione, un anno dopo". Per quanto riguarda il turismo ha visitato finora 124 paesi del mondo. Fa parte dell'ITP, associazione di giornalisti della stampa turistica. Ha al suo attivo anche una spedizione umanitaria via terra in Guinea Bissau e il viaggio con auto elettriche Tesla Padova-Belgrado lungo i luoghi di Nikola Tesla.

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