SULL'ALPE CIMBRA È TEMPO DI UN BIANCO INVERNO

Tutto è pronto sull’Alpe Cimbra di Folgaria Lavarone e Lusérn, in Trentino, per una lunga ed entusiasmante stagione invernale: dai primi di dicembre al 7 di aprile inizia la stagione della neve, dello sci, delle settimane bianche, delle ciaspolate nella neve fresca, delle cene in quota e delle tante attività che si possono provare. Sull’Alpe Cimbra l’inverno è innanzitutto sci: 160 giorni in cui la Skiarea sarà pronta con i suoi 100 km di piste per lo sci alpino e gli 80 km di piste per lo sci nordico ad accogliere, ogni giorno, tutti gli appassionati di sci.

Ma la vacanza sulla neve dell’Alpe Cimbra propone anche tante nuove esperienze: un’escursione con le fat bike - le MTB con le ruote grasse che permettono di “galleggiare” sulla neve -, lo sleddog per sentirsi per un giorno come gli abitanti del grande nord - guidare una slitta trainata da una muta di cani regala emozioni incredibili -, le ciaspolate al chiaro di luna - dove il silenzio regna sovrano e il cielo sembra non aver mai fine -, le camminate a piedi nudi sulla neve - appoggiare i piedi nudi, la pelle, sulla candida neve e lasciarsi trasportare dalle emozioni e da un’esperienza originale - o semplicemente divertirsi con i propri bambini provando le slitte, il tubing o ammirarli a bordo di una bike strider.

Genuine tentazioni davanti al camino - Difficile resistere alle tentazioni, quando fuori l’aria è pungente e il calore del camino è un richiamo a cui non si può resistere! E in fondo quello che conta, oltre l’amicizia e il piacere di stare in compagnia, è il gusto che solo i prodotti tipici della tradizione sanno offrire.

Dal formaggio Vézzena, alla polenta, dallo speck profumato, alla carne salada, ai funghi prelibati, alla cucina cimbra, allo strudel, allo zelten... per finire con il puro miele di montagna dalle mille varietà e profumi.

Una specialità gastronomica della zona è la polenta di patate – pult in cimbro. Ottenuta una purea, la si fa cuocere sul fuoco diretto con aggiunta di burro, cipolla finemente triturata, formaggio Vézzena grattugiato, fino ad indorare l'impasto, che va servito con carni al forno e con abbondante sugo. La polenta di patate trova un ottimo abbinamento con un altro piatto tipico dell'Alpe Cimbra: il Tonco del Pontesel, uno spezzatino di carni miste e lucanica fresca, che nei tempi lontani veniva fatto riposare sul davanzale (pontesel appunto).

Assolutamente inconfondibile è lo speck folgaretano, prodotto assolutamente naturale, lavorato artigianalmente da veri e propri maestri della preparazione e della affumicatura. Tipici della zona sono poi Landjager e Krainer: i primi, delicatissimi salamini a base di carni scelte e snervate, che oltre ad una complicata lavorazione hanno la particolarità di essere insaporiti col vino rosso; i secondi, vera delizia del palato con il loro impasto di carne e formaggio.

Lusérn, oasi cimbra di derivazione germanica, mantiene anche nella propria cucina l'antica eredità: è il caso delle Kaiserschmarren, grosse crêpes fritte nel burro e servite caldissime, sormontate talvolta da qualche cucchiaio di marmellata, quasi sempre di mirtilli, o consumate semplicemente con dello zucchero.
A fianco alla cucina tradizionale non mancano le proposte più elaborate dalle abili mani di chef e maestri pasticceri di fama internazionale: il Maestro Biasetto, campione del mondo, un viaggio nel piacere sensoriale: assaggiare le specialità del maestro al John Caffè, nel centro di Folgaria è come vivere un crescendo di sorprendenti scoperte. Una torta, una crema o un biscotto non sono soltanto la somma degli ingredienti che li compongono, ma un’alchimia e ciò che producono nel palato è inscindibile da quello che generano nel cuore. E se poi fuori scende una soffice nevicata… la magia è completata!

www.alpecimbra.it

 

 

Claudio Zeni

Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali, nazionali ed internazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli si ricorda il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il I.o premio giornalistico nazionale ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’, il I.o premio ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson'. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Coordinatore della giuria e dei cuochi del concorso culinario ‘Tartufo d’oro’ di Gubbio’. Unitamente al Presidente dei Cuochi di Arezzo organizza il concorso 'Penne bruciate', giornalisti ai fornelli dove a vincere è il 'piatto peggiore'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano).

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