Simone Cammertoni è il nuovo chef del Divinity Restaurant

-Sabino Cirulli

Nella Capitale il ristorante con terrazza al sesto piano del The Pantheon Iconic Rome Hotel – Autograph Collection

Novità nel mondo dell'alta ristorazione capitolina. Simone Cammertoni è il nuovo head chef del Divinity Restaurant il ristorante con terrazza al sesto piano del The Pantheon Iconic Rome Hotel – Autograph Collection.

Classe 1996, nato a Frascati e cresciuto a Rocca di Papa, Simone è figlio di un macellaio e norcino e nipote di un contadino. Ha mosso i primi passi professionali proprio nei Castelli Romani, lavorando tra catering, hotel e ristoranti prima di proseguire il proprio percorso nel centro storico della Capitale.

Nel 2016 entra nella brigata del Ristorante Pascucci al Porticciolo, una stella Michelin, dove approfondisce in particolare il rapporto con la materia prima e la centralità del prodotto. Il suo percorso prosegue a Roma nelle cucine dell’Hotel Hassler, all’epoca insignite di una stella Michelin, dove incontra Francesco Apreda. È proprio durante l’ultimo anno di Apreda all’Hassler che nasce un sodalizio professionale destinato a proseguire nel tempo. Nel 2018,  Apreda lascia l’Hassler per intraprendere una nuova sfida al The Pantheon Iconic Rome Hotel, Simone sceglie infatti di seguirlo, entrando a far parte della brigata che accompagna l’apertura del Divinity Restaurant. Un’esperienza particolarmente significativa nel suo percorso, anche per il legame professionale costruito con Apreda, oggi Chef di Idylio by Apreda, il ristorante una stella Michelin del The Pantheon Iconic Rome Hotel. Negli anni successivi Simone prosegue il proprio percorso tra I Portici di Bologna, Hotel De La Ville, Mandarin Oriental sul Lago di Como e Romeo Hotel di Napoli, confrontandosi con cucine e realtà diverse che gli permettono di affinare la tecnica e maturare una crescente esperienza nell’organizzazione e nella gestione della brigata.

Il suo ritorno oggi al Divinity Restaurant, questa volta nel ruolo di Head Chef, ha quindi il sapore di un ritorno alle origini, ma con una nuova consapevolezza: nello stesso luogo in cui aveva partecipato all’apertura del ristorante al fianco di Apreda, Simone torna oggi per guidarne la cucina e sviluppare una propria identità gastronomica. Una cucina che parte dalla solidità delle basi e dal rispetto della materia prima, per aprirsi alla sperimentazione, alla ricerca e a una personale interpretazione del territorio.

L'occasione migliore per scoprire questo talento, è, a partire dal 29 ottobre, il nuovo menù autunnale. Una carta che segue il ritmo della stagione e mantiene un legame riconoscibile con la tradizione romana, valorizzando, come tratto distintivo, la cucina dei Castelli. Un dialogo fatto di incontri e contrasti tra l’eleganza di un’esperienza gastronomica di lusso e l’autenticità delle radici del territorio: è questa l’esperienza che lo chef desidera far vivere ai suoi ospiti.  

Tra gli antipasti trovano spazio il carpaccio di manzo “Anni 80”, il quinto quarto all’insalata con salsa verde e la trippa fritta con nervetti ed erbe selvatiche; tra i primi, oltre agli spaghetti alla Carbonara, arrivano le crespelle, ricotta ed erbe di campo, le fettuccine all’uovo con ragù di pecora, pecorino e santoreggia e il risotto con porcini e lupini.

Nei secondi, invece, si passa dall’ombrina in olio cottura con mela, noci e broccoletti al lombo di agnello con animella, ramoracce e melograno, fino alla costata di Vacca Vecchia.

Chiudono la carta dessert legati ai sapori dell’autunno, dalla torta di castagne allo zabaione con prugne, fino alla crema bruciata ai cachi.

Sabino Cirulli
Giornalista

Giornalista, laureato in lettere all’università Cà Foscari di Venezia, si è specializzato da anni nelle tematiche riguardanti food, mixology, vini, ospitalità e viagg ...