PIZZA CLASSICA, MIOZZO CAMPIONE DEL MONDO

Vincere non è facile, figurarsi poi cercare di ripetersi. Eppure il pizzaiolo Stefano Miozzo, 50 anni, della pizzeria «Al Borgo 1964» di Palesella di Cerea, già vincitore ai Campionati del mondo della pizza dello scorso anno, è riuscito a trionfare nuovamente durante la competizione mondiale svoltasi dal 9 all’11 aprile nel polo fieristico di Parma. Se lo scorso anno il primo posto era arrivato nella categoria “Pizza in pala” stavolta il trionfo è giunto nel concorso più prestigioso e atteso, la pizza classica, la competizione che richiama il maggior numero di pizzaioli in gara: quasi 500 in quest’occasione con ben 44 nazioni da tutto il mondo rappresentate. «È un risultato che premia il grande lavoro di ricerca svolto negli ultimi anni», esordisce Miozzo. «Tutto ciò non sarebbe mai stato possibile senza il supporto e incoraggiamento di mia moglie Katia, del direttore Enrico Fiorini, dei colleghi e del Team Penelope, un gruppo di amici pizzaioli con il quale da due anni collaboro con grande soddisfazione». A portare Miozzo sul gradino più alto del podio è stata la pizza “Il cortile dei nonni”. Si tratta di un impasto classico a base di vino Amarone con coste sbollentate, radicchio tardivo di Treviso saltato in padella, petto di piccione al forno, foie gras scaloppato, sale maldon vanigliato, parmigiano reggiano, aceto balsamico invecchiato 25 anni e bottarga d’uovo di gallina. «Ho ricreato i sapori di una volta», confida il pizzaiolo che ha centrato in pieno l’obiettivo convincendo i giudici. Gli impasti, anche se di altro genere, hanno sempre fatto parte della vita del cinquantenne pizzaiolo. In gioventù prima di dedicarsi a tempo pieno alla pizzeria aveva fatto il muratore. Un lavoro che gli è rimasto dentro, tanto che uno dei forni a legna che si trova dentro la pizzeria di Palesella se lo è costruito con le sue mani. Poi ecco la scelta di dedicarsi solo all’arte bianca. «Ad insegnarmi i rudimenti negli anni ‘80», conclude Miozzo, «è stato il pizzaiolo legnaghese Terenzio Meneghello, i suoi consigli li porto sempre con me».

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Morello Pecchioli

Direttore di Golosoecurioso. Giornalista professionista. Archeogastronomo. È stato caposervizio del giornale L’Arena di Verona. Ha scritto i libri “Il Bianco di Custoza”; “Il rosto e l’alesso, la cucina veronese tra l’occupazione francese e quella austriaca”; “Berto Barbarani il poeta di Verona”. Scrive per la rivista nazionale dell'Associazione italiana sommelier "Vitae", per "Il sommelier veneto" e per il quotidiano nazionale La Verità diretto da Maurizio Belpietro. Ha collaborato, con Edoardo Raspelli, alla Guida l’Espresso. È ispettore della guida "Best gourmet dell'Alpe Adria". Ha vinto i premi Cilento 2006; Giornalista del Durello 2007; Garda Hills 2008. Nel 2016 ha avuto il prestigioso riconoscimento internazionale Premio Ischia per la narrazione enogastronomica. Nel 2016 ha scritto il libro "Le verdure dimenticate" e nel 2017 "I frutti dimenticati", pubblicati entrambi da Gribaudo. Sempre per Gribaudo ha scritto "Il grande libro delle frittate". In collaborazione con Slow Food ha pubblicato nel 2018 il volumetto sul presidio "Il broccoletto di Custoza".
Indirizzo mail: morello.pecchioli@golosoecurioso.it

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