Onora il Padre e la Madre – Da Marco Maggia, titolare dell'Ermitage Medical Hotel di Abano Terme, la richiesta accorata, e un grido di allarme, per una nuova cultura dell'assistenza

Alla politica di rinchiudere in casa anziani e fragili, rispondiamo: “Iniziamo a onorarli”

Marco Maggia è il titolare dell’Ermitage Medical Hotel, una struttura termale a vocazione sanitaria di Abano Terme. Nonostante il lock down, a maggio ha riaperto rispettando gli standard di sicurezza. In questi giorni, dopo la stretta del nuovo Dpcm, non vuole abdicare al suo ruolo di sostegno dei soggetti più fragili, e lancia un appello: “Onora il Padre e la Madre.”

Perché questa citazione?

E’ l’unica in grado di descrivere il mio pensiero. Impossibile trovare parole più adatte. La fragilità e la disabilità caratterizzano la vita delle persone, non solo dell’anziano. La risposta che diamo alle persone più deboli è oggi inadeguata. Non per la carenza di competenze e di risorse, ma solo per un colpevole errore culturale, in cui incorrono sia la politica che gli operatori della sanità. Le parole ‘cura’, ‘trattamento’ e ‘protezione’, utilizzate per le persone fragili, sono una risposta solo parziale ai loro bisogni. I luoghi della migliore offerta assistenziale, per quanto attrezzati o sicuri, sono spesso ghetti in cui si parcheggiano le persone. Quando anche quei ghetti non sono disponibili, le case diventano prigioni. Credo che il modo migliore di proteggere la vita sia promuoverla: servono luoghi capaci davvero di accogliere tutti, non dedicati esclusivamente ai più deboli. Un’assistenza umana e inclusiva si realizza circondando le persone più fragili di bellezza e normalità, e rendendole protagoniste attive e non passive del loro vivere. Per questo “onorare” è la parola che meglio descrive la nostra visione dell’assistenza. E “padre e madre” ci ricordano che la fragilità può essere molto vicina a noi e a quanto abbiamo di più caro.

Quali esperienze l’hanno portata a riconoscere questo ritardo culturale?

Le esperienze sono innumerevoli e mi limito a raccontarne solo alcune. Nel 2006 decisi di completare l’offerta del mio albergo termale realizzando un centro medico specialistico di riabilitazione e medicina fisica. Ovviamente rispettai i requisiti normativi richiesti dalla Regione Veneto. Eppure incontrai un inaspettato ostracismo delle autorità sanitarie, tanto che il percorso autorizzativo richiese 4 anni e l’intervento del TAR del Veneto. A parte i noti ritardi della burocrazia, ancora oggi non mi capacito che qualcuno abbia potuto vedere con sospetto la nostra idea di ospitalità termale perfettamente integrata con i servizi di medicina fisica e riabilitativa. Durante la mia crescita personale e aziendale, più di una volta alcuni medici hanno sconsigliato la mia struttura ai loro pazienti: temevano non fossimo adeguatamente titolati per trattare esiti di traumi e post acuzie a seguito di dimissione ospedaliera. Per carità, il dubbio è sempre legittimo. Ma il motivo della perplessità era connesso con la esagerata bellezza del contesto alberghiero e delle nostre piscine. Come se un’ambiente molto gradevole   e confortevole non possa di per sé dare adeguata assistenza sanitaria. Anni fa un funzionario di un importante ente pubblico mi chiese ingenuamente perché non avessimo una piscina dedicata solo ai portatori di handicap. Come se, per svolgere adeguatamente l’idro-chinesi terapia fosse necessario separare le persone secondo il loro grado di autonomia. Mi è capitato di leggere stupore e scandalo anche negli ospiti: alcuni clienti, per fortuna pochi, si meravigliavano di trovare, in un luogo di svago, gravi disabilità. Lo stupore era incontrarli al ristorante, in piscina, alla spa e nel centro termale. Qualcuno talvolta mi ha chiesto perché i clienti disabili non si limitassero a frequentare solo i locali della fisioterapia, senza disturbare gli altri ospiti.

Scusi, ma di che disturbo stavano parlando?

Di quello che rischiamo di accusare tutti noi, anche senza accorgercene: è un disturbo mentale che si chiama ipocrisia. Ho visto persone esultare per le vittorie dei nostri atleti paraolimpici in sala TV e, poco dopo, al ristorante, vivere con insofferenza il cliente disabile del tavolo accanto: faticava a portare il cucchiaio alla bocca o a deglutire senza fare rumore. L’inclusione sociale non si ottiene solo eliminando le barriere architettoniche, ma anche abbattendo quelle mentali, che separano le persone dalle altre persone.

In che cosa Ermitage Medical Hotel è diverso dagli altri presidi sanitari?

Siamo diversi in un’offerta totalmente inclusiva. Non abbiamo competenze migliori di altri e nemmeno maggiori risorse: abbiamo avuto solo il coraggio di fare, per primi, un salto culturale: quello che oggi chiediamo a tutti. Aver integrato l’ospitalità alberghiera con la medicina specialistica, a vocazione sia preventiva che riabilitativa, non è altro che il frutto della nostra visione della persona. Se siamo stati eletti “albergo più accessibile d’Italia” non è solo per gli investimenti strutturali. E’ soprattutto per la nostra idea di accoglienza e di assistenza. Pensiamo che il disabili cronico o temporaneo abbia pieno diritto al piacere: non è un bene voluttuario, ma è parte integrante del percorso di cura. Hotel, terme, benessere e assistenza medico specialistica non sono servizi distinti dedicati a diverse tipologie di ospiti ma un’offerta unica ed integrata, per tutti. Perché tutti i bisogni sono importanti e tutti hanno gli stessi diritti.

Ma questo chi lo nega?

Nessuno lo nega. Ma chi lo fa davvero? Si divide la popolazione in giovani e vecchi, malati e sani, abili e disabili, pensando di rispondere meglio alle loro specifiche esigenze e ci si arroga pure il diritto di decidere quali siano i loro bisogni essenziali.Il piacere, l’edonismo, la libertà di movimento e l’autonomia sono appannaggio di alcuni; la protezione, l’assistenza e la tutela della salute sono di altri. Si decide così a quali valori devono rinunciare alcune categorie. Non a caso, in nome della sicurezza e della tutela della salute, ci stiamo chiedendo se sia corretto o meno chiudere gli anziani in casa.

Quale evidenza scientifica supporta la segregazione come fattore protettivo per la salute?

In 15 anni di esperienze dirette, ho imparato poche cose non contestabili. Ho visto persone depresse e in carrozzina, dimesse dagli ospedali, rifiutare inizialmente le cure. E poi decidere di partecipare alla riabilitazione dopo un trattamento estetico al viso e una messa in piega. Fatico ad affermare che quei trattamenti estetici non fossero per loro essenziali. Ho visto figli accompagnare genitori disabili cronici per un soggiorno riabilitativo: dopo aver visitato l’Hotel, hanno deciso di fermarsi per qualche giorno di ferie con i loro cari. E quanto gioivano i genitori per quella decisione. Ho visto figli quarantenni ritornare da soli per cure preventive, erogate dagli stessi terapisti che avevano curato mesi prima i loro genitori.

Quindi un’offerta non solo per gli anziani?

Assolutamente no. Ciò che è fatto solo per gli anziani, non li onora. Non fa bene né a loro né a noi. Onorare il padre e la madre, invece, fa bene a tutti. Lo dimostrano i soggiorni che dedichiamo ai più piccoli : bambini affetti da patologie genetiche fortemente invalidanti. Anche loro possono migliorare le condizioni fisiche grazie alla riabilitazione in acqua termale. Lo fanno, giustamente, insieme a papà e mamma. Ermitage Medical Hotel è un luogo di salute e vacanza adatto all’intero nucleo familiare. Un momento di sollievo per i genitori e di cura per il bambino, che può riabilitarsi nella stessa piscina in cui nuotano e giocano i fratellini. Nonostante lo scetticismo del funzionario rimasto ancorato all’idea della vasca esclusiva per disabili. La formula del Medical Hotel è stato forse un esperimento, o un azzardo della mia gioventù, ma oggi dimostra nei fatti il valore dell’inclusione sociale.  Le strutture termali, opportunamente attrezzate, possono integrare in modo innovativo e diffuso l’offerta sanitaria del nostro paese. Questo nonostante il disinteresse delle istituzioni, spesso dovuto alla scarsa volontà di approfondire e capire temi che dovrebbero essere al centro del loro agire politico.

www.ermitageterme.it

Cura, prevenzione e vacanza convivono armoniosamente all’Ermitage Bel Air Hotel. Gestito da quattro generazioni con professionalità e passione dalla famiglia Maggia, che vi ha trasmesso il proprio amore per l’ospitalità, è uno degli alberghi storici dell’area termale euganea (la più importante d’Europa). Situato nel Parco naturale regionale dei Colli Euganei, fra Abano Terme e Teolo in provincia di Padova, offre ai propri ospiti benessere e relax attraverso un’ampia gamma di cure termali, trattamenti di remise en forme e servizi innovativi completamente accessibili. Proposte arricchite dai risultati di una costante ricerca effettuata con importanti istituti italiani e stranieri e sotto la guida di studiosi di fama internazionale, come il prof. Fulvio Ursini (Ordinario di Biochimica e Scienza dell’alimentazione all’Università di Padova), prof. Stefano Masiero (fisiatra, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova), il prof. Angelo Antonini (neurologo, Università degli studi di Padova), il prof Domenico Corrado (specialista in Cardiologia Sportiva dell’Università di Padova), la dott. Denisa Giardini (specialista per linfedema AIDMOV Losanna).

Dal 2010 Ermitage Bel Air è Medical Hotel con un centro medico-specialistico di Riabilitazione e Medicina Fisica: un prodotto termale innovativo, in cui riabilitazione e prevenzione si coniugano alla vacanza. L’hotel ha fatto dell’accessibilità senza limiti la sua bandiera, adeguando accoglienza, servizi, assistenza e proposte relax alle esigenze di disabili e Over 65: dal 2017 è stato premiato come miglior albergo italiano nell’accoglienza degli ospiti con deficit o disabilità motorie e in quella riservata ai Senior ai “Village For All Awards”, gli “Oscar dell’accessibilità”.

 In collaborazione con l’Hospice Pediatrico di Padova, la famiglia Maggia ha creato il progetto Il Sogno di Eleonora (www.ilsognodieleonora.it), dedicato a bambini e ragazzi affetti da gravi patologie invalidanti, che vengono ospitati con la famiglia in una suite appositamente attrezzata, al fine di garantire un periodo di serena vacanza con programmi riabilitativi intensivi e mirati sotto controllo di specialisti, a titolo completamente gratuito.

Antonio Devetag

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