LO CHEF MAURIZIO GEROLA DELL'ANTICA OSTERIA DEL PONTE

L’Antica Osteria del Ponte di Cassinetta di Lugagnano, secondo ristorante italiano a ricevere le Tre Stelle Michelin con Ezio Santin, è stato il sogno nel cassetto di Maurizio Gerola fin da quando ha cominciato a studiare da cuoco.

Il giovane chef, classe 1985, ha rilevato il ristorante quasi quattro anni fa  raccogliendo l’eredità di un locale prestigioso per gli amanti dell’alta cucina. Una sfida non semplice.
 
Di poche parole ma di tanta sostanza per il suo lavoro, che è il cibo Maurizio è l'antitesi degli chef star televisive che diventano brand commerciali e protagonisti di spot pubblicitari.

La citazione di Virginia Wolf che apre la carta del suo menu all’Antica Osteria del Ponte lo spiega bene: “Non si può pensare bene, amare bene, dormire bene se non si è mangiato bene.

Sono la passione e un lavoro attento di ricerca sulla creatività e manualità che lo hanno portato fino all’Antica Osteria del Ponte.

«Gli studi all’Istituto Alberghiero Ipsar Carlo Porta di Milano e molte esperienze lavorative sul campo mi hanno permesso di fare esperienza in un ventaglio generale della ristorazione e scegliere la mia strada – racconta Maurizio - l’ingrediente più importante della mia cucina è un ingrediente che non si compra. Sono l’umiltà e il rispetto sia per le persone attorno a noi, dal team del ristorante al cliente fino al fornitore, sia per l’ingrediente e il prodotto che si va a utilizzare in cucina. Sembrano parole di circostanza ma non lo sono: dietro a qualsiasi prodotto che entra in cucina ci sono persone, famiglie, imprese».

L’Antica Osteria del Ponte è stato il suo sogno nel cassetto fin da quando ha cominciato a studiare da cuoco avendo bene in mente il suo  obiettivo-sogno da realizzare.

«La mia è una cucina dove la creatività si esprime comunque dentro i confini di un gusto classico – prosegue lo chef - il piatto perfetto non esiste. Alla perfezione ci si può solo avvicinare. Mi piace molto fare risotti. E ricordo le espressioni dei miei clienti per un risotto che avevo nella carta invernale: risotto mantecato con provole mandarone e petto di quaglia. La mia più grande soddisfazione è vedere i clienti soddisfatti”.

La carta dell’Antica Osteria del Ponte con lo chef Gerola cambia ogni 2-3 mesi, segue la stagionalità.

«Nella scelta dei piatti assieme alla brigata il punto di partenza rimane la tradizione, rivista con tecniche di cottura innovative che permettono di valorizzare al meglio gli ingredienti - conclude Maurizio - cerchiamo con lo staff di fare sempre piatti equilibrati nei sapori. Ci piace giocare nelle preparazioni con spezie come il cardamomo oppure il pepe sansho e tante altre e abbinarle ai sapori della tradizione. Ci sono alcuni piatti che ripetiamo in certi periodi dell’anno, come il vitello tonnato, i cappelletti con cappone e tartufo nero, la guancia di manzo brasato o la brandade di baccalà che fu un piatto storico di Santin».

www.anticaosteriadelponte.it

Foto: Ezio Santin e Maurizio Gerola credit Luca Morfino

 

Claudio Zeni

Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali, nazionali ed internazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli si ricorda il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il I.o premio giornalistico nazionale ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’, il I.o premio ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson'. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Coordinatore della giuria e dei cuochi del concorso culinario ‘Tartufo d’oro’ di Gubbio’. Unitamente al Presidente dei Cuochi di Arezzo organizza il concorso 'Penne bruciate', giornalisti ai fornelli dove a vincere è il 'piatto peggiore'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano).

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