LA MAISON ARABE DI MARRAKECH NEW ENTRY NEL PORTFOLIO DI CENIZARO HOTELS & RESORTS

Cenizaro Hotels & Resorts mette a segno un altro importante colpo di mercato, che va ad arricchire il proprio portfolio di strutture e destinazioni, con l’acquisizione di La Maison Arabe prima proprietà a Marrakech. Questo nuovo hotel, che si aggiunge al gruppo, segna un'ulteriore espansione in Nord Africa che si andrà ad ampliare ulteriormente con l'apertura di The Residence Douz, la seconda proprietà in Tunisia, la cui apertura è prevista entro la fine del 2020.
 
La Maison Arabe è stata fondata negli anni '40 da Hélène Sébillon-Larochette, insieme a sua figlia Suzy. All’epoca costituiva il primo ristorante, nella Medina di Marrakech, accessibile ai visitatori stranieri. Successivamente, nel 1946, il Pasha Thami el Glaoui, concesse ai proprietari il diritto e chiese a Rhadija, un membro dello staff del vicino Palazzo, di insegnare loro la complessità della cucina marocchina. Tra gli ospiti illustri di La Maison Arabe figurano Winston Churchill, che ha visitato Marrakech e cenato regolarmente al ristorante, la Regina Ingrid di Danimarca, Charles de Gaulle e Craig Claiborne il leggendario critico gastronomico del New York Times, tutti clienti abituali del celebre ristorante.
 
Nel 1998 apre le porte al pubblico come il primo boutique riad-hotel, non solo di Marrakech ma del Marocco, e oggi La Maison Arabe continua ad essere un hotel intimo con 32 camere e suite. Ogni stanza è unica sia per struttura che per decorazione e la maggior parte di esse comprende camino, balcone privato o terrazza. Situato nel cuore della città nell'autentico quartiere di Bab Doukkala, si trova a pochi passi dalla famosa piazza Jemaa el Fna, sito patrimonio Unesco, e Gueliz punto nevralgico del business e dello shopping a Marrakech.
 
Gli ospiti che soggiornano a La Maison Arabe potranno scegliere un’esperienza culinaria tra due ristoranti: Le Restaurant, che propone piatti tipici della cucina marocchina sotto uno splendido soffitto zouaké dipinto a mano con musica dal vivo arabo-andalusa, oppure Les Trois Saveurs che offre il meglio della tradizione francese, marocchina e asiatica, nel quale i commensali possono cenare sotto le stelle in terrazza accanto alla piscina e ai giardini dell’hotel. L'hotel comprende anche un orto biologico che produce la maggior parte delle erbe e dei prodotti utilizzati nelle cucine di La Maison Arabe, oltre che nei cooking workshop realizzati per gli ospiti.
 
Dopo un’intensa giornata trascorsa al mercato per scovare manufatti tipici, gli ospiti potranno rilassarsi al Centro benessere di La Maison Arabe che comprende due grandi hammam e cinque sale massaggi. In alternativa si potrà optare per un corroborante tuffo in una delle due piscine a disposizione, o semplicemente concedersi qualche momento di relax all'interno dell'hotel nel centro del Riad (riscaldato durante i mesi invernali) o nei lussureggianti giardini del Country Club situato nella dependance dell'hotel, raggiungibile in soli 15 minuti in automobile. Le opzioni non finiscono qui, gli ospiti potranno anche gustare il cocktail du jour, scelto dal capo barman, nel bar dell'hotel ispirato alle atmosfere degli anni '30 con musica soft jazz suonata dal vivo quasi tutte le sere.
 
In conformità con la lunga storia culinaria e la reputazione di La Maison Arabe come una delle migliori esperienze gastronomiche a Marrakech, gli ospiti potranno entrare nel vivo dell’ampia e articolata tradizione della gastronomia marocchina prendendo parte alla Scuola di cucina di La Maison Arabe. Questi workshop, aperti sia ai residenti che agli ospiti, sono gestiti da un dada che ha lavorato presso l'hotel per oltre 10 anni e da un professore universitario locale che possiede una ricca conoscenza della città e della cultura marocchina.

www.cenizaro.com

Claudio Zeni

Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali, nazionali ed internazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli si ricorda il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il I.o premio giornalistico nazionale ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’, il I.o premio ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson'. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Coordinatore della giuria e dei cuochi del concorso culinario ‘Tartufo d’oro’ di Gubbio’. Unitamente al Presidente dei Cuochi di Arezzo organizza il concorso 'Penne bruciate', giornalisti ai fornelli dove a vincere è il 'piatto peggiore'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano).

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