LA GIORNATA MONDIALE DEL WHISKY SI FESTEGGIA CON IL BUON WHISKEY IRLANDESE

Il 15 maggio rappresenta l’occasione per scoprirne i caratteri unici e capire perché è così apprezzato in tutto il mondo.

Ispirandosi alla vecchia frase gaelica "uisce beatha", che significa "acqua della vita", il whiskey è di casa in Irlanda: è il luogo che gli ha dato il nome, è la patria della distillazione e il paese che lo produce da più tempo.
 
Il primo riferimento scritto alla distillazione del whiskey si trova nel Red Book di Ossory, scritto in Irlanda nel 1324, cioè quasi due secoli precedenti alle prime testimonianze scritte della distillazione del whisky in Scozia. La distilleria con licenza più antica del mondo, la Old Bushmills Distillery nella contea di Antrim, ha sempre scritto whiskey con la "e". Sì, nella patria del whiskey la "e" è importante, anche se il gusto conta di più.
 
Ben noto per la sua morbidezza e bevibilità, il whiskey irlandese ha una profondità e varietà che non ha rivali tra gli altri whiskey. Il superalcolico tanto amato sta attualmente vivendo un'incredibile rinascita di popolarità in tutto il mondo, con milioni di amanti del whiskey che affollano il fiorente elenco delle distillerie dell'isola d'Irlanda che offrono tour ed esperienze uniche. Si tratta sia di strutture di lunga data, che di distillerie nuove.
 
"Il whiskey irlandese ha affrontato una rinascita fenomenale, passando da 4 a 38 distillerie - di cui 24 aperte ai visitatori - e registrando una crescita delle vendite del 140% in tutto il mondo nell'ultimo decennio", spiega William Lavelle, Head of Drinks Ireland | Irish Whiskey Association .
 
“Il whiskey irlandese si contraddistingue per la profondità e la varietà. Sia che si decida di scoprire le nostre distillerie o semplicemente di assaporare una delle nostre etichette, l’offerta è ricca di prodotti d’eccellenza".
 
Includendo opzioni a prezzi accessibili e diverse rarità di fascia alta, ci sono marchi irlandesi di fama mondiale da assaporare, come Kilbeggan, Tullamore D.E.W. e Teeling, così come nuove distillerie uniche come Glendalough, Slane e Echlinville.

Ma durante la Giornata Mondiale del Whisky, perché non iniziare sorseggiando il whiskey irlandese più famoso al mondo? Il Jameson Irish Whiskey esiste dal 1780 … e per una buona ragione. Gli appassionati adorano questo whiskey liscio per la sua alta qualità e il prezzo ragionevole.
 
Oppure perché non festeggiare con un Bushmills Single Malt invecchiato 10 anni? Distillato tre volte da orzo maltato al 100% e maturato per un minimo di 10 anni in ex botti di sherry e di bourbon, che danno al whiskey un aroma di miele, vaniglia e cioccolato al latte.
 
Se si desidera provare un marchio relativamente nuovo, il Roe & Co Irish Whiskey è una buona scelta. Prodotto nel quartiere del whiskey di Dublino, chiamato Liberties, questo single malt miscelato si ispira a George Roe, produttore di whiskey di fama mondiale che ha contribuito a costruire l'epoca d'oro del whiskey irlandese nel diciannovesimo secolo.
 
E per coloro che preferiscono vivere un’esperienza fatta di degustazioni sull’intera isola, quando si potrà tornare a viaggiare saranno accolti a braccia aperte. Attraverso IrishWhiskey360° è possibile pianificare il proprio itinerario: il portale fornisce una mappa e informazioni sulle distillerie più importanti dell'isola che offrono tour, degustazioni e che svelano curiosità e segreti dei loro elisir d'oro.
 
www.irlanda.com

 

Claudio Zeni

Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali, nazionali ed internazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli si ricorda il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il I.o premio giornalistico nazionale ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’, il I.o premio ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson'. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Coordinatore della giuria e dei cuochi del concorso culinario ‘Tartufo d’oro’ di Gubbio’. Unitamente al Presidente dei Cuochi di Arezzo organizza il concorso 'Penne bruciate', giornalisti ai fornelli dove a vincere è il 'piatto peggiore'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano).

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