JACOPO POLI DISTILLED DRY GIN ITALIANO

«Jacopo Poli, perché ha deciso di distillare il Gin in Italia con centinaia di Gin disponibili sul mercato?»

«Tutto è cominciato con una visita all'estero ad una distilleria di gin nel 2012. Stavamo parlando di vari distillati quando il titolare mi disse che gli italiani sapranno anche fare delle grappe eccellenti ma è meglio che non osino cimentarsi nella produzione del gin, essendo troppo difficile. Che sfida, pensai! Una voltato tornato a casa parlai con mio fratello Andrea della mia “gin experience” ed entrambi convenimmo che il gin non fosse il nostro campo, poiché è un distillato associato al nord Europa e noi siamo produttori di grappa. Decisi pertanto di lasciare perdere ma, nello stesso tempo iniziai ad approfondire la mia conoscenza assaggiando centinaia di gin, comprendendo che ogni gin presenta caratteristiche decisamente diverse, a seconda dello stile e delle scelte del distillatore».

«Fu quindi pronto a gettare il guanto della sfida al mondo del gin?»
«Esatto. L'idea cominciò a prendere forma: avremmo potuto produrre un gin con un identità “Poli” ben definita, frutto della nostra terra, della nostra esperienza e della nostra tecnologia. Mi sarebbe piaciuto evocare le sensazioni che provavo quanto mio padre mi portava a camminare nei boschi dell’Altopiano di Asiago, nella Pedemontana Veneta, l’area montana ai piedi delle Dolomiti da cui proviene la mia famiglia. Ero bambino e sentivo l’aria fresca e balsamica che mi penetrava le narici, il sole che si insinuava fra le cime degli alberi, il sottobosco soffice e forte sotto i piedi… era una sensazione di libertà e contenimento al tempo stesso, di esplorazione e di protezione che porto ancora nel cuore. Convinsi mio fratello a correre il rischio e a iniziare a fare delle prove. Dapprima scegliemmo le botaniche, non troppe, in quanto crediamo che in realtà non ne servano poi così tante. Giusto quelle che ci avrebbero permesso di esprimere lo spirito della nostra terra».

«Nasce così il Marconi 46?»
«Sì. Un gin che oltre alle bacche di ginepro unisce il pino mugo ed il pino cembro e le foglie di menta per accentuare la sensazione di freschezza. Le uve di Moscato sono il tocco magico che ci ha permesso di collegarci alla nostra lunga tradizione di grappaioli e soprattutto di dare rotondità al distillato, smorzandone le spigolosità. Infine, il cardamomo e il coriandolo si sono rivelati indispensabili per dare profondità all’aroma e garantire una lunga persistenza in bocca. Solo dopo molti lotti e molti assaggi abbiamo ottenuto la sensazione che stavamo cercando: meglio di una passeggiata nel bosco! Questo grazie anche all'uso di Crysopea, il nostro alambicco a bagnomaria sottovuoto, che permette di distillare a basse temperature catturando così la freschezza di ogni singola botanica. Questo è il secondo aspetto che rende MARCONI 46 unico».

www.poligrappa.com

 

Claudio Zeni

Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali, nazionali ed internazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli si ricorda il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il I.o premio giornalistico nazionale ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’, il I.o premio ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson'. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Coordinatore della giuria e dei cuochi del concorso culinario ‘Tartufo d’oro’ di Gubbio’. Unitamente al Presidente dei Cuochi di Arezzo organizza il concorso 'Penne bruciate', giornalisti ai fornelli dove a vincere è il 'piatto peggiore'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano).

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