INVADER PORTA LA SUA ARTE A DJERBA

Invader è un artista francese che da oltre 20 anni “invade” il paesaggio urbano globale con i suoi mosaici raffiguranti alieni o diversi soggetti composti da tesserine che ricordano i pixel del famoso videogioco “Space Invader”, che si divertono a nascondersi in luoghi turistici e insoliti. Il suo progetto nasce dal desiderio di liberare l’arte dalle catene, musei e istituzioni, rendendola accessibile al maggior numero possibile di persone, gratuitamente. Si considera un AVNI, un artista vivente non identificato e desidera restarlo, risultando uno degli artisti di strada più enigmatici della sua generazione.

Al mondo esistono quasi 4.000 sue opere. Da Parigi, Londra, New York o Tokyo, 78 città ospitano delle opere di Invader.

L’artista è stato invitato da Mehdi Ben Cheikh, direttore della Galerie Itinerrance e iniziatore del progetto Djerbahood, in Tunisia per invadere con la sua arte l’isola di Djerba.

Dal 10 al 25 novembre 2019, ha attraversato l’isola fin nei suoi angoli più remoti, disseminando 58 opere. In questo progetto l’artista ha integrato diversi simboli culturali come il pesce, simbolo di saggezza, o la mano di Fatima, simbolo di protezione. Alcune delle sue opere si trovano a fianco di una chiesa, di una sinagoga o vicino ad una moschea, evidenziando l’orgoglio e l’autenticità di Djerba, vale a dire tre religioni che vivono in perfetta armonia da secoli impartendo al mondo una vera lezione di tolleranza.

Questo viaggio artistico mira ad avvicinare il pubblico locale alle pratiche attuali ma anche ad estendere la visibilità internazionale di Djerba, sul piano culturale e turistico. È inoltre un chiaro invito rivolto ai turisti ad uscire dall’hotel per esplorare l’isola e i suoi abitanti vivendo così il luogo in cui si soggiorna, a pensare fuori dagli schemi per scoprire la parte più autentica dell’isola.

Djerba, grazie alla presenza di molti mosaici di Invader ma anche dei tanti artisti che hanno partecipato alla creazione di Djerbahood, vedrà presto nascere una nuova forma di turismo, lungi dall’essere limitato alle sue bianchissime spiagge sabbiose. Si tratta del turismo legato all’arte di strada ma in questo caso legato ai fans di Invaders: l’artista infatti si è studiato un’applicazione che consente ai propri fan (oltre un milione) di seguire le sue tracce fotografando le sue opere e condividendole nella gallery. A ciascuna opera è stato assegnato un numero di punti, a seconda della sua posizione e difficoltà di accesso. Una vera caccia agli invasori che consente all’utente di scalare la classifica, andando alla scoperta di nuove destinazioni.

L’app si chiama Flash Invaders e al momento vede già 150.000 utenti che ogni giorno postano decine e decine di alieni: un vero strumento turistico per l’isola di Djerba in quanto propone percorsi alternativi. Per andare a caccia delle opere, alcune delle quali di difficile accesso e lontane dalle aree di classica attrazione turistica, incoraggerà gli utenti dell’app a girare per l’isola usufruendo dei diversi servizi locali come taxi, ostelli, piccoli negozi e ristoranti.

Ovviamente non poteva mancare un richiamo a Star Wars: due case, situate ad Ajim, villaggio reso famoso da una delle saghe più emblematiche del cinema Hollywood, oggi ospitano due grandi opere dell’artista che raffigurano alcuni personaggi iconici.

La presenza di queste opere avrà l’effetto di ravvivare l’attrattiva di questo luogo magico che, dalla fine delle riprese, ha visto i suoi edifici diventare meta di pellegrinaggio per tutti gli amanti della saga di star Wars, come la casa di Obi-Wan Kenobi e la casa degli zii di Luke Skywalker a Tatooine.

Per giocare a Flash Invaders o saperne di più sui progetti dell’artista, visitate www.space-invaders.com

www.tunisiaturismo.it

Claudio Zeni

Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali, nazionali ed internazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli si ricorda il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il I.o premio giornalistico nazionale ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’, il I.o premio ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson'. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Coordinatore della giuria e dei cuochi del concorso culinario ‘Tartufo d’oro’ di Gubbio’. Unitamente al Presidente dei Cuochi di Arezzo organizza il concorso 'Penne bruciate', giornalisti ai fornelli dove a vincere è il 'piatto peggiore'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano).

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