IL PERCORSO HEALTHY DELL’ALEPH ROME HOTEL

La primavera è alle porte e, insieme al clima mite e ai primi fiori, anche il nostro corpo e il nostro spirito reclamano la loro dose di rinnovamento e purificazione. Una remise en forme che ci faccia dimenticare gli eccessi invernali  e ci prepari all’arrivo dell’estate. e' opportuno, quindi, ri-equilibrare fisico e spirito con un programma ad hoc, pensato appositamente per le nostre esigenze.

L’Aleph Rome Hotel - elegante proprietà nel cuore di Roma, situato a due passi dal centro storico della Capitale – ha pensato a queste necessità, con un programma dedicato interamente al benessere a 360 gradi.

L’albergo – appartenente alla catena Curio Collection by Hilton – esprime  attraverso questa iniziativa, il suo animo dinamico e al passo con i tempi, con un’attenzione al benessere fisico e mentale dei suo ospiti.

Si parte dalla colazione che, come si sa, è il pasto più importante della giornata. Iniziare la mattina a detossinare il corpo è fondamentale per depurarlo da tutte le sostanze di scarto. La perfetta Healthy Breakfast comprende tanti frutti rossi e yogurt bianco, avocado – ricco di calcio, potassio, grassi monoinsaturi e vitamine – molti semi – bacche di goji e semi di chia, per fare il pieno di Omega 3 – verdura e lo speciale miele, prodotto nella riserva naturale di Monterano appositamente per l’Aleph, nelle varianti millefiori o ai fiori di castagno. Una colazione detox e ricca di nutrienti, fatta di pietanze golose, ma sane – come gli Smoothie allo yogurt greco, o con i frutti rossi, o con il miele, il classico avocado toast, o, ancora, Avena con bacche di goji, cacao e  noci – che permetta di iniziare la giornata con il piede giusto.

La giornata all’insegna del benessere non può che proseguire alla Spa, il luogo ideale per rilassare il corpo e coccolare la mente. Le Caveau Spa dell’Aleph offre una serie di trattamenti all’avanguardia e un Hammam, autentico e tradizionale.

Il rituale più suggestivo ed efficace per depurare corpo e spirito è “Schiuma Turca”, un trattamento dedicato di 40min per sognare l’Oriente durante la purificazione del corpo. Consta di una serie di fasi intervallate da piccoli break, per aiutare la mente ad accogliere lo stato globale di rilassamento. Per prima cosa ci si accomoda nell’Hammam sull’apposito asciugamano, precedentemente adagiato sulla pietra, coprendo bacino e seno con il “Foutha”. Si passa, quindi, alla prima fase: il Savonage. Esso consiste in un massaggio con il Sapone Nero, che ha un’efficace effetto esfoliante. Questo viene lasciato in posa una decina di minuti; l’effetto del sapone, unito al vapore, dilata i pori, favorendo l’eliminazione delle tossine e delle impurità e distendendo la muscolatura. Si risciacqua tutto e si inizia il gommage con un guanto specifico, denominato Kassa. Dopo il break tisana, si passa alla seconda fase del trattamento con il famoso Sapone di Aleppo. Una volta imbevuta la federa con il sapone, questa verrà passata sul corpo, fino a ricoprirlo di schiuma, con un massaggio, che precede il risciacquo con acqua calda. Terminato il trattamento è la volta del secondo break tisana, per immagazzinare al meglio le energie positive.

Dopo il meritato relax alla Spa si passa elle note più movimentate dell’aperitivo, ma senza rinunciare al leitmotiv del benessere. I bar tender dell’Aleph hanno, infatti, messo a punto un cocktail che unisce lo spirito divertente e spensierato – tipico dell’ora più attesa della giornata – al gusto “healthy” del Karkadé.

Nasce così il PinkVelvet, un cocktail a base di Rum Bianco, succo di lime e karkadè con miele. Alle note alcoliche si uniscono le proprietà benefiche di questo tè, che si ricava dai fiori dell’ibisco. Oltre a non contenere “teina”, è ricco di antociani, flavonoidi, tannini, Vitamine A – C – D, e fonte di calcio, magnesio e potassio.

Per concludere in bellezza, Oriana Tirabassi, executive chef dell’albergo, ha ideato per la cena un piatto decisamente healthy e light: una ghirlanda di “Salmone marinato con barbabietola, quinoa, radici colorate, salsa di yougurt al miele manuka”. Il piatto non necessita di oli, né in cottura, né in preparazione. Le verdure, infatti, sono crude o cotte al vapore, come la più inflessibile filosofia “healthy” comanda.

In fondo amarsi è anche questo, sentire il proprio corpo e rispettarlo. Ne trarrà certamente beneficio anche il nostro spirito. Farlo in un contesto d’eccezione? Vale il doppio.

Claudio Zeni

Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali, nazionali ed internazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli si ricorda il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il I.o premio giornalistico nazionale ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’, il I.o premio ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson'. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Coordinatore della giuria e dei cuochi del concorso culinario ‘Tartufo d’oro’ di Gubbio’. Unitamente al Presidente dei Cuochi di Arezzo organizza il concorso 'Penne bruciate', giornalisti ai fornelli dove a vincere è il 'piatto peggiore'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano).

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