ELICICOLTURA LECONOMIA ELICOIDALE FA IL BOOM ALLA FIERA AGRICOLA DI VERONA

L’elicicoltura concepita come economia elicoidale, portata avanti dall’Istituto Internazionale di Elicicoltura di Cherasco, sta suscitando grande interesse.

Lo dicono i numeri: alla Fiera Agricola di Verona, che si è svolta dal 29 gennaio al 1° febbraio 2020, lo stand dell’Istituto è stato preso d’assalto da persone interessate ad avvicinarsi all’allevamento delle chiocciole. La giornata formativa che si è tenuta sabato 1° febbraio, nella sala Rossini dell’area fieristica, è stata uno degli appuntamenti più seguiti della manifestazione con circa 200 partecipanti.

Ad introdurre la giornata il presidente dell’Associazione Nazionale Elicicoltori, Simone Sampò (nella foto) che ha sottolineato come il settore sia in espansione e ci siano ampi margini di occupazione: “Oggi il fabbisogno italiano viene coperto per l’80% da prodotto che arriva dall’estero. Le chiocciole arrivano da allevamenti intensivi o da raccolta. Questo significa che non sappiamo cosa mangiano questi animali. Il Metodo Cherasco, portato avanti dall’Istituto ha invece un disciplinare molto rigido, realizzato in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, che prevede l’interno ciclo naturale. Sappiamo perfettamente cosa mangiano le nostre chiocciole e come vengono allevate. Questo è una garanzia per il consumatore finale. Non solo: il Metodo Cherasco rispetta i canoni del buono, giusto, pulito. L’allevatore non è un hobbista improvvisato, ma un professionista, con competenze ben specifiche che gli consentono di avere un prodotto di alta qualità e conseguentemente anche una fonte di reddito”.

L’Istituto è a fianco dell’elicicoltore sin dalle prime battute, con le giornate formative, la consulenza continua, l’intervento direttamente in allevamento per risolvere problemi e dare le giuste informazioni. Anche il mercato deve essere controllato, come ha specificato Donato Mangino, dell’Istituto: “Grazie all’interessamento del senatore Giorgio Bergesio, membro della Commissione Agricoltura del Senato, è stato presentato un disegno di legge per normare il settore, oggi carente di copertura legislativa. E’ importante avere dei paletti normativi che tutelino sia l’allevatore che il consumatore. Questo disegno di legge và proprio a normare il commercio di chiocciole vive, oggi lasciato alla mercè dei commercianti, senza regole precise”.

Lo stand in Fiera Agricola è stato visitato da oltre 1.200 persone, è stato distribuito materiale informativo a circa 900 interessati. I tavolini a disposizione dei tecnici dell’Istituto hanno visto un alternarsi continuo di persone che volevano approfondire l’argomento in vista di un possibile inizio di attività. “Il concetto di economia elicoidale  che stiamo portando avanti – continua Sampò – è innovativo, continuamente in evoluzione: dal semplice allevamento si passa alla trasformazione del prodotto, ai campi del food e della cosmetica, settore importantissimo dove viene utilizzata la bava. Abbiamo messo a punto un macchinario fondamentale per l’estrazione della bava, il MullerOne, che consente non solo di avere un prodotto di alta qualità e controllato, ma anche di tenere in considerazione il benessere dell’animale. Il concetto elicoidale è quello che si può vedere guardando il guscio delle nostre chiocciole, che parte dal centro e si dirama verso altre direzioni, dando così la possibilità di espandersi ai settori più diversi dell’economia”.

Oggi in Italia l’Associazione Nazionale Elicicoltori conta 870 iscritti ed è la più grande associazione del settore. La Chiocciola Metodo Cherasco ha varcato i confini nazionali ed è presente in 16 Paesi del mondo. Anche il valore delle chiocciole ha subito un incremento: si è passati dai 3 euro/kg del 2010 agli attuali 5,50 euro/kg.

credit photo: Alberto Scarzello
www.istitutodielicoltura.it

Claudio Zeni

Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali, nazionali ed internazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli si ricorda il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il I.o premio giornalistico nazionale ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’, il I.o premio ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson'. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Coordinatore della giuria e dei cuochi del concorso culinario ‘Tartufo d’oro’ di Gubbio’. Unitamente al Presidente dei Cuochi di Arezzo organizza il concorso 'Penne bruciate', giornalisti ai fornelli dove a vincere è il 'piatto peggiore'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano).

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