"Darì" a Verona, cucina d'autore nelle sale di Ca' Rezzonico che incantarono Maria Callas

Il ristorante “Darì” di Verona, ambientato in una location di grande fascino storico, è fra le 12 fresche novità della guida 2024 “Ristoranti che passione”. Quella che da 17 anni cura Riccardo Penzo, scrutando con sguardo curioso fra le realtà emergenti della ristorazione veneta e bresciana. Guida che ha un suo pubblico affezionato.

Il ristorante di Verona, che si trova a poche centinaia di metri dall'Arena, è un luogo che per genetica ama essere senza tempo. Fuori dal tempo, ma anche "dentro" alla contemporaneità di stili. Specie in cucina. Un luogo particolarmente curato e ricco di dettagli raffinati. Sia a tavola che nel contesto, che è quello - ricordiamolo - di Ca’Rezzonico, palazzo appartenuto anche alla dinastia Cangrande Serego della Scala. Palazzo in cui ha soggiornato anche Maria Callas. Si trova in fondo al vicolo cieco San Pietro Incarnario, un luogo misterioso che si disvela.

Corinna e Giuliano, i proprietari (la coppia è di origine padovana, ma vive da tempo a Verona), hanno realizzato al “Darì” il loro sogno.

Più che un ristorante, dove peraltro si mangia bene e in modo non esageratamente creativo e “cerebrale” (nel senso che si sente ciò che c’è nel piatto, anche nel più complesso), il Darì ha il fascino di un’antica dimora. Incredibilmente conservata con tutto il suo charme. Tante sale eleganti e d’atmosfera, ognuna con la propria identità. Da quella degli Specchi a quella degli Spiriti, a quella Rosa (nella foto). Tra i lampadari spicca un prezioso “chandellier” di vetro di Murano, la carta da parati è di Maison Lacroix. Giardino estivo che ricorda certe atmosfere da salotto letterario.

Giuliano e Corinna per anni a Verona hanno gestito l’enoteca Cangrande. Dal 2019 sono qui, a Ca’Rezzonico. Con idee molto chiare, sul bello e sul buono da proporre.

Cucina che non perde mai di vista la tradizione, seppur non disdegni incursioni in chiave contemporanea. Spiccano molti sapori e molti prodotti “veneziani”. Però è il risotto all’Amarone con Recioto e ciliegie il grande classico del ristorante. Il piatto che gli stranieri, fra gli altri, ordinano sempre. Corinna ama l’accoglienza… e si vede. Ogni tocco è raffinato e a modo.

Una bella esperienza attende il visitatore gourmet in fondo a quel vicolo cieco… dove in agguato c’è la storia. Una storia raccontata “con gusto” (e con raffinatezza vera)

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RENATO MALAMAN

Collabora con Rai Radio Uno, come esperto di turismo nella trasmissione "Tra poco in edicola", e con il "Corriere del Ticino". Cura il blog "Salsa & Merende" nel quotidiano "Il Mattino di Padova" di cui è stato redattore fino al 31 dicembre 2016. Del quotidiano, con cui ha iniziato a collaborare nel 1978, è stato titolare dal 2001 della rubrica di enogastronomia "Gusto", ora confluita nel blog personale (su www.mattinopadova.it) dedicato all'attualità del Food and Wine veneto e non solo. E' titolare della rubrica di viaggi del mensile "La Piazza" (23 edizioni nel Veneto) dal 1996 e della pagina "La recensione" sul magazine "Con i piedi per terra". Collabora con "Voyager".
Coautore di numerose pubblicazioni nel settore enogastronomico e collaboratore di varie riviste, dal 2004 è ispettore della guida "Ristoranti d'Italia" de L'Espresso. Ha curato la guida "Padova nel piatto". E' coautore dei volumi "L'osteria di Padova" e "I Colli ritrovati", quest'ultimo sui 50 anni della legge 1097/71 che salvò i Colli Euganei dalle cave.
Tra i riconoscimenti ottenuti spicca l'assegnazione di due premi "Penna d'Oca" (edizioni 2005 e 2011), premio biennale promosso da Unioncamere del Veneto, più un premio dell'Assostampa Padovana nel 2012 per reportage in 10 puntate su "Alluvione, un anno dopo". Per quanto riguarda il turismo ha visitato finora 124 paesi del mondo. Fa parte dell'ITP, associazione di giornalisti della stampa turistica. Ha al suo attivo anche una spedizione umanitaria via terra in Guinea Bissau e il viaggio con auto elettriche Tesla Padova-Belgrado lungo i luoghi di Nikola Tesla.

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