DALL’ESPERIENZA DI AGRINASCENTE – PARMA2064 QUEL PRIMO CHE NON SI SCORDA MAI

Rispettare i gusti e le esigenze dei propri clienti. È questo il primo obiettivo di Agrinascente – Parma 2064, che non lascia nulla al caso nella preparazione delle varianti di Parmigiano Reggiano, al fine di accontentare tutti i gusti e di garantire prodotti che sappiano esaltare le altre eccellenze della Food Valley.

Come noto, le specialità di Parmigiano Reggiano si distinguono in base ai tempi di stagionatura, da un minimo di 12 alla possibilità di superare i 30 mesi. Un anno e mezzo può fare tanta differenza a livello di sapore, così agli antipodi del “Lunga Vita”, che richiede tempi superiori ai 28 mesi, ecco “Primo”, al quale basta un periodo che oscilla tra i 12 e i 16 mesi.

A 12 mesi è ritenuto giovane e definito "nuovo" dagli esperti, perché la pasta è ancora tenera e gli aromi sono meno preponderanti, lasciando prevalere il gusto di latte, yogurt o burro. Quando la stagionatura varia tra i 14 e i 16 mesi, il sapore diviene più delicato, il colore paglierino e la pasta risulta morbida al tatto.

“Primo” si presenta di media colorazione, leggermente sapido e poco salato. Prevale l’aroma del latte fresco, seguito dalla frutta secca, verdure ed erbe aromatiche. Il prodotto si accompagna ai vini giovani, poco strutturati, meglio se frizzanti e rosati o a birre tipo Blanche o Weisse. Per quanto riguarda gli abbinamenti, ottimi quelli con frutta e verdura, in particolare con frutta fresca o con le confetture di agrumi o fichi, con verdure crude o insalate.

Quanto agli altri sensi, all’esame tattile “Primo” risulta poco granuloso e friabile, caratteristiche che si accentuano con la stagionatura.

Dal punto di vista delle caratteristiche nutrizionali, è indicato come condimento delle prime pappe per i neonati o come fonte di calcio, fosforo e altri sali e vitamine nel periodo della crescita. Risulta inoltre adatto anche per le persone anziane e per chi sostiene attività fisica.

 

Claudio Zeni

Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali, nazionali ed internazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli si ricorda il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il I.o premio giornalistico nazionale ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’, il I.o premio ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson'. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Coordinatore della giuria e dei cuochi del concorso culinario ‘Tartufo d’oro’ di Gubbio’. Unitamente al Presidente dei Cuochi di Arezzo organizza il concorso 'Penne bruciate', giornalisti ai fornelli dove a vincere è il 'piatto peggiore'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano).

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