CONSORZIO TUTELA VINI DOC SICILIA E ICQRF FIRMANO UN PROTOCOLLO DI SPERIMENTAZIONE PER VERIFICARE LA PRESENZA DI FOSFITI

Il Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia e l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari (ICQRF) hanno sottoscritto un protocollo di sperimentazione finalizzato a verificare la presenza di fosfiti nel vino BIO e ricercare le determinanti causali dei residui di acido fosfonico e/o etil-fosfonico.

“La sperimentazione – commenta Antonio Rallo, presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia – nasce su iniziativa del Consorzio: siamo infatti convinti che tale progetto sia di interesse collettivo e pertanto diventa fondamentale raccogliere quanti più dati ed informazioni possibili in merito alle cause che possano originare la presenza di fosfiti nei vini biologici”.

Il Consorzio coordina anche l’esecuzione della sperimentazione grazie a tre importanti aziende siciliane - Colomba Bianca, Feudo Arancio e Settesoli - che forniranno i campioni di foglie, grappoli e vini da sottoporre ad analisi di laboratorio. I prelievi saranno effettuati in più fasi fenologiche del vigneto fino alla maturazione delle uve ed in cantina, nel corso della vinificazione e affinamento dei vini.

“Per l’intera filiera vitivinicola biologica – sottolinea Giacomo Gagliano, direttore del Laboratorio ICQRF di Catania – il protocollo di sperimentazione rappresenta una questione di grande rilevanza e sarà un elemento essenziale per la programmazione delle future produzioni. Infatti, il Decreto MIPAAF n. 7264 del 10 luglio 2020 stabilisce soglie più restrittive per questi metaboliti ma concede un periodo transitorio, fino al 31 dicembre 2022, entro cui gli operatori biologici e gli organismi di controllo dovranno adeguare le procedure esistenti”.

La presenza di residui di acido fosfonico e/o etil-fosfonico nel vino biologico può originarsi dall’applicazione di mezzi tecnici regolarmente ammessi in agricoltura biologica e coadiuvanti enologici consentiti nella produzione di vino biologico, ma con residui rilevanti rispetto alla nuova normativa di fosfonati o di fosetil derivati, come pure per l’uso improprio di prodotti per la difesa e fertilizzanti destinati all’agricoltura convenzionale, oltre che molte altre cause nonancora completamente note.

Il protocollo è stato firmato dal presidente del Consorzio Doc Sicilia Antonio Rallo e dal direttore del Laboratorio ICQRF Giacomo Gagliano, in occasione del 26° Enosimposio di Assoenologi Sicilia, tenutosi l’8 e 9 luglio a Campofelice di Roccella (PA) con a tema “Il vino biologico: aspetti tecnici, normativi e di mercato”.

Claudio Zeni

Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali, nazionali ed internazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli si ricorda il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il I.o premio giornalistico nazionale ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’, il I.o premio ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson'. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Coordinatore della giuria e dei cuochi del concorso culinario ‘Tartufo d’oro’ di Gubbio’. Unitamente al Presidente dei Cuochi di Arezzo organizza il concorso 'Penne bruciate', giornalisti ai fornelli dove a vincere è il 'piatto peggiore'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano).

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