Chi (non) l'ha detto

Dizionario delle citazioni sbagliate - di Stefano Lorenzetto

 

 

Ospite del Lions Club Peschiera del Garda presieduto da Giampaolo Fogliardi il giornalista e scrittore Stefano Lorenzetto ha illustrato ai soci e ai presenti alla serata conviviale alcuni esempi citati nel suo libro.

 

 Gesù Cristo non disse mai «Lazzaro, alzati e cammina!». Galileo Galilei non esclamò «Eppur si muove!». L’adagio «A pensar male si fa peccato, ma spesso s’indovina» non è di Giulio Andreotti. «L’intendenza seguirà» Napoleone Bonaparte o Charles de Gaulle? Sarà vero l’aforisma di Winston Churchill secondo cui a Londra «un taxi vuoto si è fermato davanti al numero 10 di Downing Street, e ne è sceso Attlee»? No, falso: infatti si trattava di una carrozza e ne discese, a Parigi, Sarah Bernhardt. «Vivi come se tu dovessi morire subito, pensa come se tu non dovessi morire mai» sarà del filosofo Julius Evola o della pornostar Moana Pozzi?  Chi ha coniato il parallelo «Simul stabunt simul cadent» e chi lo ha storpiato in «simul cadunt»? Sono passati più di vent’anni da quando Paolo Mieli, per due volte direttore del Corriere della Sera, minacciò: «Una citazione latina sbagliata in un discorso o riportata erroneamente in un articolo dovrà diventare un’onta perenne, un guaio peggiore di un avviso di garanzia». Purtroppo, da allora, poco è cambiato, se non in peggio. Giornalisti e politici continuano ad attribuire pensieri in libertà a personaggi che non si sono mai sognati di esprimerli.

 

Convinto che il “citazionismo” sia la deriva che più ha tolto credibilità alla casta degli scribi cui egli stesso appartiene, Stefano Lorenzetto ha sottoposto ai raggi X detti, non detti e contraddetti, cercando di scoprire, per i più celebri, come e perché si siano diffusi in modo errato. I risultati dell’indagine risultano sconcertanti e al tempo stesso divertenti. La regola «Perinde ac cadaver» non fu dettata dal fondatore dei gesuiti bensì da san Francesco d’Assisi. L’orazione spesso recitata durante i funerali («La morte non è nulla, io sono solamente passato nella stanza accanto») non è di Charles Péguy, ma fu scritta dal canonico della cattedrale di St. Paul per re Edoardo vii, figlio della regina Vittoria. L’esclamazione «Elementare, Watson!» non è mai uscita dalla bocca di Sherlock Holmes né tantomeno dalla penna di Arthur Conan Doyle. A dispetto dell’aneddotica circolante su Mike Bongiorno, la signora Longari ha spiegato all’autore di questo libro che non è mai caduta sull’uccello.

 

Materia sterminata, infingarda, magmatica, cangiante. Forse perché «la vita stessa è una citazione», diceva Jorge Luis Borges (ma l’avrà detto davvero?).

 

 

 

(Marsilio, pagine 396, euro 18)

 

 

 

Claudio Gasparini

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