CANTINA BOLZANO I VINI BIANCHI E LA SFIDA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO

I soci di Cantina Bolzano fronteggiano quotidianamente la sfida del cambiamento climatico e propongono vini bianchi di punta che riflettono il poliedrico territorio in cui nascono, valorizzando le peculiarità dei singoli vitigni. Nel contesto nazionale infatti, l’Alto Adige occupa una posizione di rilievo per l’offerta di vini bianchi che in regione acquisiscono grande carattere ed espressività grazie al clima vario e alle notevoli escursioni termiche.
Pur essendo una delle zone vinicole più piccole d’Italia, l’Alto Adige annovera al suo interno un’immensa varietà di suoli e microclimi che contribuiscono a dar vita a vini eccellenti e mai banali.
All’interno di questo scenario contorniato dalle Dolomiti Patrimonio Mondiale Unesco, i soci viticoltori di Cantina Bolzano coltivano le uve Chardonnay, Sauvignon Blanc, Gewürztraminer e Pinot Bianco sui vigneti più vocati ad altitudini che variano dai 500m s.l.m. e proseguono in alto, sfidando la montagna fino ad arrivare ai 900m s.l.m. In un clima che cambia, dove lo scorso mese di giugno è stato il più caldo mai registrato, la “scalata” verso l’alto dei vitigni è un argomento di grande attualità.
Ne è consapevole Stephan Filippi, da più di trent’anni enologo di Cantina Bolzano: “L’Alto Adige ha la fortuna di essere un territorio a nord, ben ventilato e che offre alla viticoltura la possibilità di sfruttare l’altezza. I vini bianchi appartenenti alla nostra linea delle Selezioni provengono da vigneti privilegiati, dove avviene la sintesi perfetta tra vitigno, territorio e microclima”. Qui, grazie alle notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte che si verificano soprattutto in fase di maturazione, le uve danno vita a vini caratteristici, eccezionalmente varietali e complessi ma al contempo piacevoli e conviviali.
Tra tutti, un appezzamento degno di nota è quello del Maso Kleinstein, un vigneto dal quale si gode di un panorama mozzafiato e dove da generazioni si coltivano le varietà Gewürztraminer e Chardonnay sui ventilati pendii esposti a sud, all’imbocco della Valle Isarco. Su di un terreno sabbioso queste due varietà trovano l’ambiente ideale per la loro maturazione: vento e notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte. È qui che il Gewürztraminer acquisisce caratteristiche di grande intensità, profumi che ricordano la rosa, la cannella e la giusta acidità che ne garantisce equilibrio e una beva piacevole, mai stucchevole. Anche lo Chardonnay approfitta della variazione di temperatura tra giorno e notte che si verifica al Maso Kleinstein per sviluppare peculiarità interessanti, grande acidità e struttura. Nel caso dello Chardonnay, anche la sapidità gioca un ruolo fondamentale nella degustazione del vino, che raggiunge un ottimo equilibrio e invita presto al secondo bicchiere.

Tra pochi giorni Cantina Bolzano tornerà in Ontario, Canada, come unico produttore italiano ospite del “Cool Climate Chardonnay”, l’evento organizzato dall’omonima associazione che si prefigge l’obiettivo di promuovere e valorizzare l’espressione che questo vitigno assume nelle zone più fresche del mondo. “Essere scelti per la seconda volta come unica cantina italiana ospite è per noi un grande onore. Cool Climate Chardonnay è un’importante iniziativa e un’occasione per presentare al mondo la qualità frutto delgrande lavoro di valorizzazione dei singoli vigneti portato avanti dai nostri soci e dal nostro enologo”, spiega Klaus Sparer (nella foto), Direttore Generale di Cantina Bolzano.

 

Claudio Zeni

Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali, nazionali ed internazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli si ricorda il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il I.o premio giornalistico nazionale ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’, il I.o premio ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson'. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Coordinatore della giuria e dei cuochi del concorso culinario ‘Tartufo d’oro’ di Gubbio’. Unitamente al Presidente dei Cuochi di Arezzo organizza il concorso 'Penne bruciate', giornalisti ai fornelli dove a vincere è il 'piatto peggiore'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano).

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