Birrificio Agricolo Custoza 1866

Viaggio nel mondo della birra artigianale

 

Le origini della birra si perdono nella notte dei tempi e la prima produzione si fa risalire a 5.000 anni fa. Il suo consumo sta crescendo in tutto il mondo compresa l’Italia. Si beve tutto l’anno anche se è particolarmente apprezzata nei mesi estivi. Facciamo un breve viaggio in questo mondo con Tommaso Posenato il giovane venticinquenne socio di maggioranza del Birrificio Agricolo Custoza 1866 che prende il nome dalla battaglia svoltasi in questi luoghi nel giugno di 154 anni fa che diede inizio alla terza guerra d’indipendenza. “La bevanda – ci spiega - deriva dalla fermentazione alcolica del lievito saccharomyces del tipo cerevisiae o uvarum. Per essere definita tale la birra deve avere quattro componenti principali:lievito, acqua, malto d’orzo e luppolo.” Essendo il processo di produzione di un lievito autoctono molto lungo e complesso viene utilizzato il prodotto industriale messo a disposizione da vecchi birrifici. Custoza 1866 utilizza tra gli altri quello prodotto da Weihenestephan che si trova a Freising a Nord di Monaco, la più antica birreria al mondo tra quelle ancora attive. Da rilevare che un birrificio agricolo deve produrre almeno il 66 per cento della materia prima in maniera autonoma. L’azienda produce l’orzo da cui ricavare il malto nelle piantagioni di Custoza e Valeggio sul Mincio. Il Luppolo proviene invece dalle terre del veronese, dall’Inghilterra, dagli Stati Uniti o dalla Germania in relazione allo stile della birra prodotta. Sono quattro i prodotti del Birrificio di questa terra che profuma di storia. Ciàcola,

Paciarina, la Baìla Medibati

 

Claudio Gasparini

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