AL P-LOUNGE DEL POST HOTEL PER VIVERE L’ESPERIENZA DI UNO SPECIALE COCKTAIL CON LO CHEF DE BAR ANDREA CIAVARRO

Spirito internazionale e territorialità, modernità e tradizione. Sono questi gli ingredienti che si mescolano nei cocktail di cui gli ospiti del Post Hotel – Tradition&Lifestyle in centro a San Candido (BZ) possono godere. Scopriamo lo spazio P-Lounge dell’hotel, un ambiente contemporaneo dove trascorrere del tempo in compagnia di un amico o della persona amata, tra un cocktail e del finger food di alta qualità. Cocktail che mostrano quanto gli influssi internazionali e quelli tradizionali possano avere successo quando trovano il giusto bilanciamento. Per fare tutto ciò servono creatività e coraggio come quelli dello chef de bar Andrea Ciavarro, che infonde alle sue proposte uno speciale mix di tutta la sua esperienza.
 
Una storia quella di Andrea che percorre l’intera Penisola andando fin oltre confine.

“La mia passione per la degustazione di cibi e bevande mi ha portato negli anni ad attraversare tutta l’Italia – esordisce Ciavarro - le mie radici sono in provincia di Campobasso, ma presto mi sono trovato proiettato oltre il Molise. Toscana e Trentino Alto-Adige sono state le mie mete nazionali, per poi finire a Londra, prima di tornare qui in Alto-Adige al Post Hotel. Vivere e lavorare in posti così diversi tra loro per abitudini e tradizione enogastronomica mi permette oggi di proporre ai nostri ospiti cocktail unici che rispecchiano la mia esperienza e la mia storia”.
 
Sui cocktail al quale tiene in particolare e che ha ideato esclusivamente per i clienti del Post Hotel Andrea prosegue: “Abbiamo The Post Cocktail, fatto di Bitter Campari, Vermouth Carpano Antica Formula, Acquavite bio di erbe alpine e miele, Angostura Bitters. Le decorazioni includono la fetta di arancia bio, la scorza di limone bio, un fiore edule di asperula o timo selvatico o Achillea a seconda della stagione. Particolarmente fresco nell’aspetto è il P-Lounge Cocktail, fatto di London dry Gin a scelta, Earl Grey Dammann, spremuta di bergamotto bio, zucchero di canna bio, il tutto decorato con fetta di bergamotto bio, bustina dell’infuso, scorza di limone bio, frutti di bosco, lavanda o menta secondo la stagione”.
 
Un vero e proprio chef de bar unisce gli ingredienti in modo sapiente e sa creare abbinamenti anche con il cibo. Sui finger food da abbinare ai suoi cocktail Ciavarro conclude: “Mi piace unire tradizione locale con gusto giovane e internazionale, prestando però sempre molta attenzione alla provenienza e alla stagionalità degli ingredienti. In abbinamento a The Post Cocktail proporrei una tartare di cervo al curry verde e ostrica Daniel Sorlut in tempura oppure una battuta di manzo aberdeen, avocado, tapioca e prezzemolo. Al P-Lounge Cocktail abbinerei invece un sashimi di baccalà con gel allo yuzu e mandorla affumicata oppure del salmone affumicato al Gin Tonic, pan brioche e caviale di Calvisano al pepe Asakura”.

Claudio Zeni

Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali, nazionali ed internazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli si ricorda il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il I.o premio giornalistico nazionale ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’, il I.o premio ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson'. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Coordinatore della giuria e dei cuochi del concorso culinario ‘Tartufo d’oro’ di Gubbio’. Unitamente al Presidente dei Cuochi di Arezzo organizza il concorso 'Penne bruciate', giornalisti ai fornelli dove a vincere è il 'piatto peggiore'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano).

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