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CARPINETO UNA LUNGA STORIA DI VALORIZZAZIONE DEL NOBILE ALLE MASSIME ESPRESSIONI

CARPINETO UNA LUNGA STORIA DI VALORIZZAZIONE DEL NOBILE ALLE MASSIME ESPRESSIONI


CARPINETO e il NOBILE, questione di tempo... potremmo dire. Lunga evoluzione in bottiglia nello stile dell'azienda ma anche un progetto di alta valorizzazione nato 20 anni fa di cui in occasione dell'Anteprima 2018 si potranno scoprire gli inizi con la degustazione in Fortezza giovedì 15 febbraio del Vigneto Poggio Sant’Enrico – Vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G. Annata 2010 e Vino Nobile di Montepulciano Riserva DOCG Carpineto annata 2013.

Un capolavoro della Collezione degli Appodiati, il CruVigneto Poggio Sant'Enrico DOCG. Un Nobile che ha il passo lungo e profondo del Sangiovese dalle straordinarie doti di longevità e dall'ampia gamma di sfumature.

La prospettiva di una lunga evoluzione intuita e perseguita da un'azienda icona della Toscana vinicola, con tenute e cantine nei territori più vocati, regala a Carpineto il ruolo di antesignana nella più piena valorizzazione di una denominazione le cui potenzialità hanno un respiro ampio.

Era il 1998 quando Carpineto iniziava a pensare e lavorare ad un Cru di Vino Nobile di Montepulciano Vigneto Poggio Sant'Enrico DOCG. Un Nobile 100% Sangiovese espressione di un progetto e di una visione a lunga gittata da parte di Giovanni Carlo Sacchet e Antonio Mario Zaccheo e focalizzati già allora sulla declinazione del Nobile nella più piena identità del territorio.

All'Anteprima 2018 attesa quindi per il Vigneto Poggio Sant’Enrico – Vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G. annata 2010. Un'anteprima nell'Anteprima, potremmo dire, ricordando che il 2009che ha ottenuto 93 punti per Wine Spectator, ha conquistato quest'anno anche le Super tre Stelle della Guida Oro I Vini di Veronelli 2018.

Il Cru Poggio Sant'Enrico, top di gamma per l'azienda, non rappresenta l'unico esemplare di Nobile di Carpineto che da molti anni dedica a questa denominazione grandi energie ed è anche l'unica a produrre il Nobile nella sola versione Riserva.

Un'interpretazione diversa questa del Nobile Riserva nel solco pieno della tradizione invece, che prevede, come da disciplinare, accanto al Sangiovese l'uso in quantità minore di varietà locali come il Canaiolo, il Colorino, il Mammolo.

Si tratta dell'unico Vino Nobile entrato per due anni consecutivi tra i top 100 al mondo nella classifica di Wine Spectator, due annate di produzione consecutive (2010/2011) con il medesimo punteggio di 93/100, a testimonianza della costanza degli standard qualitativi d’eccellenza della produzione di Carpineto.

Attesa quest'anno in Fortezza la Riserva 2013 (dal momento che l'azienda rilascia la Riserva un anno dopo l'obbligo da disciplinare), annata a 4 stelle.

Aromi seducenti che evocano l'amarena, la prugna, il cuoio, le spezie. Dallo stile ricco, di una potenza che mostra però grande equilibrio; armonioso ed elegante.



Ma torniamo al Cru Vigneto Poggio Sant’Enrico – Vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G. un vino prodotto, nel numero di oltre 6000 bottiglie, solo in grandi annate proveniente dalle zone meglio esposte di due vigneti di sangiovese collocati a sud, “Poggio Sant’Enrico Piccolo” e “Poggio Sant’Enrico Grande”, impiantati uno nel 1978, l'altro nel 1995, per un totale di circa 4 ettari, nel territorio di Montepulciano. Una microzona dai terreni fortemente stratificati con prevalenza di argille, sabbia, fossili marini, conchiglie.

Raccolta molto meticolosa, uso di lieviti indigeni, temperature controllate, macerazioni brevi.

Imbottigliato senza subire alcun trattamento e rilasciato dalla cantina dopo almeno 5 anni di affinamento in bottiglia, è un vino in grado di evolvere lungamente.



Claudio Zeni

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Carpineto una lunga storia di valorizzazione del nobile alle massime espressioni

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Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali, nazionali ed internazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli si ricorda il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il I.o premio giornalistico nazionale ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’,  il I.o premio ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson'. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Coordinatore della giuria e dei cuochi del concorso culinario ‘Tartufo d’oro’ di Gubbio’. Unitamente al Presidente dei Cuochi di Arezzo organizza il concorso  'Penne bruciate', giornalisti ai fornelli dove a vincere è il 'piatto peggiore'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano). 

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