Goloso e Curioso
L'oca di San Martino celebrata allo stellato Montecchia della famiglia Alajmo

L'oca di San Martino celebrata allo stellato Montecchia della famiglia Alajmo

La tradizione non va tradita e "chi no magna l'oca a San Martin no'l fa on beco de un quatrin". Un proverbio che parla chiaro. Nelle nostre campagne l’11 novembre coincideva con la fine dell’anno lavorativo dei contadini e se il proprietario dei terreni non chiedeva di restare a lavorare anche l’anno dopo, questi dovevano traslocare e cercare un altro padrone e un altro alloggio. Anche nelle città divenne abituale cambiare casa proprio a San Martino, perciò “fare San Martino” diventò un modo di dire. Inoltre, il periodo di penitenza e di digiuno che precede il Natale cominciava proprio il 12 novembre e San Martino era quindi una specie di capodanno contadino nel corso del quale si festeggiava con una grande mangiata d’oca e biscotti. La tradizione di cibarsi dell’oca nel giorno dedicato a S. Martino affonda le proprie origini nei secoli. L’oca costituì, assieme al maiale, la riserva di grassi e proteine durante l’inverno del contadino che si cibava comunemente solo di cereali e di grandi polente. Dagli Egiziani e passando per Omero, l’oca fu sempre tenuta come allegro compagno d’infanzia e come guardiano (le famose oche del tempio della dea Giunone nel Campidoglio). Le oche erano ingrassate con fichi secchi provenienti dalle regioni meridionali per rendere il fegato bello grasso. I romani chiamavano iecor il fegato e iecor ficatum quello grasso, da cui deriva l’italiano fegato. Ma nel secolo scorso e fino ai primi del Novecento l’oca fu anche mezzo di scambio. Con essa fittavoli e mezzadri pagavano ai nobili proprietari terrieri una parte del dovuto, oppure si recavano al mercato e scambiavano le oche con stivali. Il ristorante stellato La Montecchia propone come ogni anno una cena dedicata esclusivamente al rito dell'oca di San Martino. Si terrà proprio l'11 novembre, sabato prossimo, dalle ore 20, nel ristorante di Selvazzano. Nel menù c'è lo zampino di Massimiliano Alajmo. Il menu Aperitivo Involtini d’oca e carciofi Crostino di radicchio di Treviso gratinato con oca e maiale Pizza croccante al mais con maionese di aglio nero, rucola, funghi prataioli e petto d’oca affumicato Orto fresco Tartelletta al ragù d’oca Selezione Colli Euganei “Sui Lieviti” A tavola Cappuccetto rosso d’oca (cappuccino di patate e barbabietola con ragù’ d’oca e tartufo nero) Risotto alla finta milanese con brasato d’oca Brodo d’oca alla canevera con funghi scottati e cavolfiore Coscia d’oca caramellata con topinambur arrostiti e sugo d’arrosto all’anguilla affumicata Sorbetto di hibiscus e melograno Focaccia al malto, birra e cioccolato Bianco 2015 – I Castagnucoli Ireneo 2012 in magnum Co. Emo Capodilista – La Montecchia Il Fiore della Costiera 2009 – Alla Costiera Costo: 95 euro a persona 85 euro per i possessori di Alajmo card La prenotazione è obbligatoria ed i posti limitati. Per prenotare: montecchia@alajmo.it oppure: 049/8055323 www.alajmo.it

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RENATO MALAMAN
L'oca di san martino celebrata allo stellato montecchia della famiglia alajmo

RENATO MALAMAN

RENATO MALAMAN

Cura il blog "Salsa & Merende" nel quotidiano "Il Mattino di Padova" di cui è stato redattore fino al 31 dicembre 2016. Del quotidiano, con cui ha iniziato a collaborare nel 1978, è stato titolare dal 2001 della rubrica di enogastronomia "Gusto", ora confluita nel blog personale (su www.mattinopadova.it) dedicato all'attualità del Food and Wine veneto e non solo.
Coautore di  numerose pubblicazioni nel settore enogastronomico e collaboratore di varie riviste, dal 2004 è ispettore della guida "Ristoranti d'Italia" de L'Espresso. Ha curato la guida "Padova nel piatto" e attualmente dirige la collana "Italia nel piatto" dell'editore Il Poligrafo.
Tra i riconoscimenti ottenuti spicca l'assegnazione di due premi "Penna d'Oca" (edizioni 2005 e 2011), premio biennale promosso da Unioncamere del Veneto. Per quanto riguarda il turismo ha visitato finora 108 paesi del mondo. Fa parte del Gist, associazione della stampa turistica di cui ha ricoperto la carica di delegato regionale e consigliere nazionale. Ha al suo attivo anche una spedizione umanitaria via terra in Guinea Bissau.

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