Goloso e Curioso
IO, PRIMATISTA MONDIALE DI CROCIERA BREVE

IO, PRIMATISTA MONDIALE DI CROCIERA BREVE

Invitato a una crociera di sette giorni con l'incarico di parlare di vino (una quarantina i produttori presenti sotto forma di bottiglie) parto con la vecchia Peugeot 3008 alla volta di La Spezia dov'era attraccata la Costa Diadema, un impressionante barcone hollywoodiano alto come un palazzo di dieci piani, lussuoso e luccicante di specchi e lustrini. E' vero che per il mio impegno giornalistico (sempre meglio che lavorare, diceva Luigi Barzini) non ci avrei guadagnato un tallero, ma chi è che sputa sopra una crociera gratis? Avevo solo chiesto al momento dell'invito una cabina esterna perché in una interna, senza poter vedere un briciolo del pianeta vivente, mi vengono le paturnie. Dato che l'unico pagamento era appunto la crociera, non mi pareva di essere esoso. Mi bastava un oblò per rendermi almeno conto d'essere davvero sul mare.
Arrivato a La Spezia verso le 14 m'infilo, seguendo segnalazioni fuorvianti, nel porto container. Qui, tra montagne di enormi cassoni cinesi e asiatici, rischiando che una gru mi carichi sulla capote dell'auto il gigantesco tubo di una conduttura petrolifera, trovo infine un portuale che mi squadra come fossi un alieno e mi fa: "Ma lei come è entrato qui?". Con una voce pietosa tipo Fantozzi rispondo: "Al cancello mi hanno alzato la sbarra e sono entrato. Mi dica piuttosto come uscirne".
Finalmente arrivo al terminal passeggeri della Costa. Sistemo la Peugeot nel parcheggio appena fuori dal terminal ma disposto lungo una strada lunga un buon chilometro: posto 112, almeno 400 metri da farsi a piedi sotto una pioggia battente. Meno male che pago "solo" 85 euro grazie allo sconto combinato con l'agenzia viaggi.
Al terminal della Costa mi ritirano immediatamente la valigiona per sistemarla nella cabina che mi è stata assegnata a bordo. E qui inizia la vera odissea. Scopro leggendo il biglietto che mi è stata assegnata una cabina interna- la 7038- al settimo ponte. Chiedo al check che mi sia cambiata l'assegnazione, anche pagando l'eventuale differenza. Risposta: solo a bordo si potrà fare l'eventuale cambio. Replico: fatemi salire subito, sono le 14,30, la nave salpa alle 18, vediamo di sistemare la cosa perché in una cabina interna mi sento un sepolto vivo. Risposta: a bordo non ci può andare perché lei fa parte di un gruppo, quando sale il gruppo sale anche lei.
Quando finalmente alle 17, sotto una pioggia sempre più battente, incolonnano il gruppo sulla passerella e si sale a bordo, dopo il controllo dei bagagli ai raggi X, dopo la foto segnaletica, dopo la relativa schedatura, dopo essere sgusciato dalle grinfie di un fotografo che ti vorrebbe ritrarre sorridente dietro ad una istallazione disneyana con timone di vetroresina, approdo alla reception dove una impiegata in elegante divisa Costa, con voce monotona come quella del professor Ruf di Harry Potter, mi fa sapere che non è possibile cambiare cabina. Rimasto ancora alle crociere di trent'anni prima (con meno lustrini e più spirito d'avventura) chiedo di parlare col commissario di bordo. La receptionist mi guarda con i verdi occhioni a palla e mi dice: Se vuole la faccio parlare col mio responsabile. Anche il giovane responsabile (divisa gallonata, barba e capelli lucidi) conferma che non ci sono cabine libere. Tutto pieno, Soltanto se nelle prossime tappe (Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma, Napoli) qualcuno che deve salire non sale, potrò avere un'esterna.
Posso rischiare le paturnie? Magari qualche bella crisi di panico? Per scrupolo vado a vedere la 7038 dove ritrovo la mia valigia: cabina bellina, ben arredata, con letto da una piazza e mezza, ma di pochi- a me sembrano minuscoli- metri quadrati. Sento che le paturnie stanno montando come la panna. Mi pare di stare in un loculo matrimoniale. Mi dispiace, ma se sono invitato senza essere pagato pretendo almeno di non soffrire. Non chiedevo una suite, ma almeno un oblò. Per farla breve chiedo che la mia valigia venga fatta scendere a terra chè io me ne torno a casa. Dopo aver perso una giornata fatemi almeno partire prima che scenda completamente il buio. Ma andarsene non è semplice. Vuoi rinunciare alla crociera? Devi firmare un modulo che te ne vai tua sponte. Firmo. Fatemi scendere. Il panico è in agguato. Sotto la pioggia sempre più battente scendo dalla nave. Torno al terminal. Sono fradicio. Vado al parcheggio. Non c'è più nessuno. Pigio il bottone delle comunicazioni urgenti. Macchè, nessuno risponde Lo ripigio e ripigio e ripigio. Macchè, macché, macché. Torno al terminal dove mi fanno la cortesia di telefonare all'addetta al parcheggio. Arriva dopo una ventina di minuti. Si chiama Serena. E' molto gentile. Si dispiace. Potrò recuperare gli 85 euro? Si dispiace ancora: deve trattenersi l'iva del 22 per cento, ma in compenso mi aprirà dall'altra parte della strada-parcheggio così potrò uscire prima. Sotto la pioggia maledetta, tirando la Sansonite con dentro i ricambi per sette giorni. mi rifaccio il quasi chilometro fino al posto 112. Mi sembra che la Peugeot mi accolga con compassione. Stanco morto la guido fuori da La Spezia. Riprendo l'autostrada della Cisa. Pioggia torrenziale, nebbia paurosa fino a Parma, buio, traffico bestiale fino a casa. Mi sta bene, così imparo a fidarmi. In compenso ho il record mondiale della crociera più breve. Chissà se il Guinness dei Primati me la omologherà.

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Morello Pecchioli
Io, primatista mondiale di crociera breve

Morello Pecchioli

Morello Pecchioli

Direttore di Golosoecurioso. Giornalista professionista. Archeogastronomo. Cronista è stato caposervizio del giornale L’Arena di Verona, responsabile della redazione di Villafranca e delle pagine speciali del quotidiano di Verona: Gusto, Turismo, Week End, Salute e benessere, Motori. Ha scritto “Il Bianco di Custoza” (Morganti editore); “La cantina sociale di Negrar” in “Scritti per Giuseppe Gaburro, analisi economica e società civile” (Cedam); “Il rosto e l’alesso, la cucina veronese tra l’occupazione francese e quella austriaca” (Ideabozzi); “Berto Barbarani il poeta di Verona” (Biblioteca di storia e di attualità, L’Arena). Ha scritto altri libri, prefazioni e saggi di argomento storico ed enogastronomico. Collabora con la rivista dell’Aiv De Vinis, con la rivista di enogastronomia bilingue Papageno; con Civiltà del bere, con le guide “Audi”, “Metti a tavola i grandi veneti”, “Nord Est a tavola”. Ha collaborato, con la direzione di Edoardo Raspelli, alla Guida l’Espresso. Ha vinto i premi Cilento 2006; Giornalista del Durello 2007; Garda Hills 2008.

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